Le carceri umbre stanno vivendo una situazione di grave sovraffollamento, con strutture che già da tempo non riescono a gestire il numero eccessivo di detenuti. A denunciare la situazione è Riccardo Laureti, segretario generale aggiunto della Fns Cisl Umbria, che ha sottolineato come le carceri di Terni e Spoleto siano ormai sature e in difficoltà, con conseguenti proteste e disagi.
La situazione nelle carceri umbre
Le strutture penitenziarie in Umbria (Perugia, Terni, Spoleto e Orvieto) stanno affrontando un serio problema di sottorganico del personale, che si aggiunge al sovraffollamento delle carceri. Laureti ha dichiarato che la carcerazione nella regione è ormai fuori controllo, e la situazione è particolarmente grave negli istituti di Terni e Spoleto, dove il numero di detenuti è ben al di sopra della capienza regolamentare. “Solo nella struttura di Terni si contano circa 180 detenuti in più rispetto alla capienza prevista”, ha spiegato Laureti.
Richiesta di fermare i trasferimenti
Una delle richieste più urgenti da parte della Fns Cisl Umbria riguarda la sospensione immediata dei trasferimenti di detenuti di media sicurezza dalla Toscana all’Umbria, un flusso che, secondo il sindacato, sta aggravando ulteriormente la situazione nelle carceri regionali. Laureti ha chiaramente affermato: “Le carceri umbre non sono in grado di accogliere ulteriori detenuti. Bisogna fermarsi adesso.”
Solidarietà al personale carcerario
Laureti ha anche voluto esprimere la solidarietà a tutto il personale delle carceri umbre, che si è trovato a fronteggiare emergenze quotidiane dovute al sovraffollamento e alla carenza di organico. Il segretario generale aggiunto ha ribadito che il personale carcerario sta affrontando enormi difficoltà nel garantire la sicurezza e il benessere dei detenuti e dei lavoratori stessi.
Le prospettive future
Il sindacato auspica che, nel breve periodo, vengano adottate misure efficaci per alleviare la pressione sulle carceri umbre. In particolare, la richiesta è di trasferire i detenuti protagonisti delle recenti proteste dalle strutture di Terni e Spoleto, onde evitare il ripetersi di disordini che potrebbero compromettere ulteriormente la sicurezza.