“Un congresso che punta alla sostenibilità del mondo, della società, della sanità, del welfare, ma anche della nostra sostenibilità interna, fatta di valori e persone”. Con queste parole il segretario generale Emilio Didonè ha aperto a Perugia i lavori del ventesimo Congresso nazionale della FNP CISL, la federazione dei pensionati del sindacato. Un appuntamento che, fin dalla sua introduzione, ha dichiarato una visione ambiziosa: riportare al centro la persona, rafforzare il dialogo sociale e sostenere la coesione del Paese.
“Cura” come gesto politico e sindacale
Didonè ha ribadito il ruolo della CISL come baluardo di partecipazione e solidarietà, sottolineando che «viviamo in una società del rischio, immersi in un’epoca di incertezza perenne» in cui «le nuove generazioni temono che il loro futuro possa essere peggiore del nostro presente». Di fronte a questo scenario, la risposta è una sola: più partecipazione, più sindacato, più “cura”.
«Cura, per noi, significa riconoscere il bisogno, assumerlo, accompagnarlo, trasformarlo. È il gesto politico più radicale che possiamo fare in un’epoca che spesso lascia soli, che dimentica, che esclude», ha affermato Didonè. Da qui nasce il Manifesto congressuale della FNP, che si traduce in otto azioni concrete: rafforzare il radicamento nei territori, difendere il sistema pubblico, promuovere alleanze intergenerazionali, valorizzare i pensionati, innovare il welfare.
Salute, welfare e riforme: le priorità in agenda
Il Congresso ha affrontato anche la crisi strutturale del Sistema Sanitario Nazionale, con numeri e proposte chiare: in Italia ci sono 15 milioni di over 65, metà dei quali oltre i 75 anni. «La risposta non può essere solo ospedaliera», ha detto il segretario, invocando il potenziamento della domiciliarità e dell’assistenza territoriale, in modo equo e omogeneo sul territorio nazionale.
La FNP, insieme alla CISL e alle categorie degli attivi, ha consegnato ai Ministri Schillaci e Calderone il documento “La cura della persona, il valore del lavoro”, rivendicando con forza che “la salute è un diritto, non un privilegio” e che «il SSN è un bene pubblico da salvare per le future generazioni».
Didonè ha parlato anche della riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti, definendola «una vittoria importante da portare a termine passo dopo passo», vigilando sui decreti attuativi e garantendo i finanziamenti necessari.
Pensioni e giustizia generazionale
Un altro tema cardine è stato quello delle pensioni. Il segretario ha chiesto «una riflessione condivisa tra Governo e parti sociali» per rilanciare un modello previdenziale sostenibile e solidale. Schemi più flessibili e giusti, che sappiano rispondere alle nuove sfide demografiche, garantendo equità tra generazioni.
«Non è un favore ai giovani: è un atto di giustizia generazionale», ha dichiarato con fermezza, proponendo un percorso culturale e politico comune per ridisegnare un sistema pensionistico moderno e inclusivo.
“Serve la CISL”: un appello alla coesione sindacale
Didonè ha infine lanciato un messaggio forte: «Abbiamo la responsabilità di tenere vivo il sogno di un’Italia più giusta, più coesa, più umana». E per farlo, «serve la CISL. Serve una CISL forte, unita, visionaria, coraggiosa. Serve una CISL che non dimentica nessuno, che tiene insieme passato, presente e futuro».
A conclusione del Congresso, ha ribadito che la FNP «è qui, con la CISL, per il Paese», pronta a difendere i diritti, costruire soluzioni e dare voce a chi spesso resta invisibile.