La stazione Medioetruria, futuro snodo dell’alta velocità tra Toscana e Umbria, continua a far discutere. A rilanciare la questione è stato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, che ha ribadito il proprio sostegno alla candidatura di Rigutino, nel comune di Arezzo, come sede ideale dell’infrastruttura.
Nel corso del convegno “Una transizione ecologica giusta e raggiungibile”, in corso ad Arezzo, Giani ha dichiarato: «Rigutino è la stazione ideale perché ha uno scambio ferro-ferro», evidenziando i vantaggi logistici e infrastrutturali rispetto all’alternativa di Creti, nel comune di Cortona.
Un confronto aperto tra istituzioni
Il tema è tornato al centro dell’agenda politica anche per i colloqui intercorsi tra Giani e Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria, in questi ultimi giorni. Secondo il governatore toscano, il collegamento già realizzato tra Bettolle e Perugia, unito al progetto per la circonvallazione di Camucia, renderebbe logisticamente vantaggioso l’allaccio con Rigutino, facilmente raggiungibile anche da Siena e Perugia in pochi minuti. Il costo previsto per l’adeguamento del tratto infrastrutturale ammonterebbe a 40-50 milioni di euro.
La posizione del Governo: preferenza per Creti
Una visione che però si scontra con quella del Governo, in particolare con il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che – dopo una serie di valutazioni tecniche condotte in collaborazione con la precedente giunta regionale umbra di centrodestra – ha espresso il proprio orientamento a favore di Creti. La località è stata indicata come la più idonea secondo le risultanze preliminari del Ministero, accendendo così lo scontro istituzionale tra territori e istituzioni centrali.
Una questione strategica per il Centro Italia
La scelta della sede definitiva della stazione Medioetruria non è solo una questione tecnica, ma anche politica ed economica, con riflessi rilevanti sulla mobilità interregionale e sull’accessibilità alle linee dell’alta velocità. La stazione sarà infatti un punto nevralgico per i collegamenti tra Firenze, Roma, e le aree interne di Toscana e Umbria, con potenziali ricadute significative in termini di sviluppo locale, turismo e attrattività economica.
Mentre si attende una decisione definitiva, il confronto tra Rigutino e Creti resta aperto, con le regioni e il Governo impegnati in un delicato equilibrio tra esigenze territoriali, sostenibilità finanziaria e visione strategica a lungo termine.