Nel corso della tavola rotonda del 20° congresso Flaei tenutasi ad Assisi, la segretaria generale nazionale della Cisl, Daniela Fumarola, ha lanciato un forte appello sulla centralità del lavoro e sulle sue nuove sfide. “Non abbiamo un problema di quantità, ma di qualità del lavoro”, ha dichiarato all’ANSA, evidenziando come il lavoro povero e precario continui a colpire in particolare donne, giovani e persone fragili.
Il punto più critico, secondo Fumarola, resta il divario di genere, che si manifesta in molteplici forme. Oltre al gender pay gap, che penalizza le lavoratrici con salari più bassi e carriere più lente, la dirigente sindacale ha messo in luce un dato drammatico: “Una donna su due, dopo la nascita del primo figlio, è costretta ad abbandonare il lavoro”. Un fenomeno che riflette la mancanza di vere politiche di conciliazione tra tempi di vita e lavoro, e una distribuzione ancora squilibrata dei carichi familiari.
“La cura degli anziani e dei figli non può essere più un ‘appalto’ femminile”, ha affermato Fumarola, invocando una condivisione reale della genitorialità e il superamento di stereotipi culturali che ostacolano l’accesso delle donne a ruoli apicali, spesso negati anche per via di part-time involontari e rinunce forzate agli straordinari.
Nel suo intervento, Fumarola ha sottolineato la necessità di includere pienamente nel mercato del lavoro anche i giovani e le persone fragili, superando le barriere che li tengono ai margini. In questo contesto, ha richiamato l’opportunità unica offerta dal Pnrr, definendolo “un’occasione storica per generare lavoro sicuro, ben contrattualizzato e duraturo”. Le risorse ci sono, ha detto, ma occorre non sprecare la sfida, investendo in un modello occupazionale inclusivo, equo e stabile.