Alle 19:54 in punto si è conclusa la “Folle Corsa” dei tre Ceri, momento culminante della secolare Festa dei Ceri, tra le più emozionanti e identitarie d’Italia. Come da tradizione, Sant’Ubaldo ha varcato per primo la soglia della Basilica sul Monte Ingino, chiudendo il portone alle proprie spalle e lasciando momentaneamente “fuori” i ceri di San Giorgio e Sant’Antonio, che lo hanno seguito pochi minuti dopo.
Un percorso emozionante tra storia e passione
La corsa è iniziata alle ore 18 da via Savelli, con la consueta Alzatella, per poi proseguire a tutta velocità nella Calata dei Neri fino a via Cairoli, prima sosta del percorso. Da lì, i Ceri hanno attraversato la Calata dei Ferranti, passando per San Francesco lungo la nuova variante provvisoria davanti alle Logge dei Tiratoi (resa necessaria da un cantiere in corso), fino a San Martino e quindi alla sosta in cima a via dei Consoli.
Dopo le classiche “girate della Sera” in Piazza Grande, il percorso ha portato i Ceri lungo via XX Settembre – dove Sant’Ubaldo è incappato in una caduta all’altezza di via Mastro Giorgio – attraversando i Buchetti, fino alla Porta di Sant’Ubaldo, dove si è svolta l’ultima sosta prima dell’ascesa finale.
La scalata al Monte Ingino: tradizione e sacrificio
Alle 19:44 è iniziata la scalmanata salita verso la Basilica, lungo il tracciato di 1.565 metri, con 8 tornanti, 9 rettilinei e una pendenza media del 20%. Una prova fisica e simbolica di grande impatto, completata in circa 10 minuti.
Alla fine, il cero di Sant’Ubaldo è riuscito a mantenere il vantaggio, chiudendo il portone della Basilica e confermandosi, ancora una volta, protagonista assoluto della giornata. Come vuole la tradizione, San Giorgio e Sant’Antonio sono stati accolti solo successivamente, dopo lo “scavijamento” del cero del patrono, ovvero lo smontaggio della struttura ligneo-devozionale.
Un’edizione riuscita, tra emozioni e un solo incidente
La corsa è stata considerata ottima dagli osservatori e dai ceraioli, con un solo incidente significativo: la caduta del cero di Sant’Ubaldo, fortunatamente senza conseguenze gravi. La nuova deviazione lungo il percorso, adottata per esigenze logistiche e di sicurezza, non ha compromesso lo spirito e il fascino della manifestazione, che ha visto ancora una volta migliaia di persone accalcarsi lungo le strade e nelle piazze del centro storico di Gubbio.
Il bollettino medico
Si è conclusa con 68 interventi sanitari l’intensa giornata della Festa dei Ceri a Gubbio, secondo il bollettino aggiornato alle ore 21. Un bilancio che conferma l’impegno della macchina dei soccorsi, mobilitata sin dalle prime ore del mattino per garantire assistenza sanitaria in una delle manifestazioni popolari più sentite e partecipate d’Italia.
Interventi sanitari nel pomeriggio: 24 casi gestiti tra le 15 e le 21
Nel solo pomeriggio, dalle 15 alle 21, sono stati effettuati 24 interventi sanitari, con un quadro clinico variegato: 2 casi di dolore addominale, 2 sincopi, 1 lipotimia, 1 attacco di panico, 5 fratture o politraumi, 8 traumi minori, 1 ferita suturata, 2 epistassi, 1 episodio di ipertensione e 1 caso di cefalea.
Un paziente è stato ricoverato all’ospedale di Branca, mentre un altro è rimasto in osservazione presso il pronto soccorso in attesa di valutazione clinica per un eventuale ricovero.
Ospedali e ambulanze: un presidio capillare sul territorio
Per la gestione dell’emergenza, due punti medici avanzati sono stati allestiti nei pressi di Porta Sant’Ubaldo e della Basilica di Sant’Ubaldo. A supporto dell’intervento sul campo sono state attivate tre ambulanze fisse (Cappelluccia, Basilica e piazzale Sant’Agostino) e una ambulanza mobile che ha cambiato più volte postazione durante la giornata.