Umbria, sempre più famiglie unipersonali o monogenitoriali. Avanza lo spopolamento

Il Censimento permanente 2023 mostra una regione in trasformazione: meno residenti, più famiglie unipersonali, ma anche segnali di resistenza e integrazione demografica

L’Umbria si trova al centro di una trasformazione demografica profonda, messa in luce dal Censimento permanente della popolazione 2023, i cui dati sono stati recentemente pubblicati da Agenzia Umbria Ricerche (Aur). I numeri raccontano una realtà che non è più quella di un declino occasionale, ma di un mutamento strutturale che ridefinisce la società regionale.

Al 1° gennaio 2025, gli umbri sono scesi sotto la soglia degli 852000 residenti, ma ciò che colpisce è l’eterogeneità territoriale di questa contrazione. I due capoluoghi, Perugia e Terni, e i sei comuni tra i 20 e i 50 mila abitanti mostrano una maggiore resilienza, ospitando oltre la metà della popolazione e mantenendo un’età media più bassa e una natalità sopra la media regionale. Tutt’altro scenario si presenta nei 63 comuni sotto i 10.000 abitanti, dove la rarefazione demografica è evidente: l’età media supera i 51 anni, l’indice di vecchiaia va oltre 260, e la natalità è ormai prossima al 5 per mille.

Emblematica è la situazione di Poggiodomo, il comune più anziano dell’Umbria con soli 91 abitanti, un’età media di 63,9 anni e un indice di vecchiaia pari a 1.150. Qui, la permanenza stessa della comunità è messa in discussione. Tuttavia, non mancano segnali di vitalità: Preci ha registrato una crescita del 2,3% grazie a un saldo migratorio positivo, mentre a Valtopina la popolazione straniera è aumentata del 21%.

Un’altra frattura rilevante è quella familiare. Il 37% delle famiglie umbre è composto da una sola persona, con punte del 41% nei piccoli comuni. A ridursi sono le coppie con figli (meno del 40%), mentre crescono i nuclei monogenitoriali, soprattutto madri sole con figli, che rappresentano oltre il 9%. La dimensione media familiare scende a 2,2 componenti, e nei centri più grandi una famiglia su cinque è formata da un solo individuo.

In questo quadro frammentato, un ruolo cruciale è giocato dalla popolazione straniera, che al 31 dicembre 2023 rappresenta il 10,4% dei residenti umbri, con incidenze maggiori nei centri urbani e distretti industriali. In molte realtà, la presenza straniera è ciò che consente la sopravvivenza dei servizi scolastici e un saldo naturale positivo. Gli stranieri in Umbria provengono da 159 Paesi, con una forte presenza di rumeni (25%), albanesi (11,7%) e marocchini (9,9%).

Un dato sorprendente riguarda la longevità femminile: tra i 347 centenari umbri, quasi nove su dieci sono donne, un segnale strutturale che influisce sulla domanda di assistenza e sulla forma delle famiglie, sempre più composte da anziane sole.

La demografia umbra, quindi, non è semplicemente in declino, ma sta attraversando una riconfigurazione profonda. Le sfide sono molteplici: dal rischio di dissoluzione delle comunità più fragili alla necessità di valorizzare la componente straniera come elemento strutturale del futuro regionale. Le politiche demografiche dovranno essere differenziate, mirate e consapevoli delle specificità territoriali.

Non si tratta più solo di contare abitanti, ma di comprendere a fondo il senso delle trasformazioni in atto. In gioco c’è la tenuta sociale, culturale ed economica dell’Umbria. E ogni dato, ogni comune, ogni famiglia racconta un pezzo della traiettoria che la regione è chiamata a scrivere nei prossimi anni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Concluso il mandato dell’arcivescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno, tra riconoscimenti istituzionali e ricordi...
Furto
Secondo un rapporto recente, l’Umbria registra un preoccupante aumento dei furti in abitazione, con un...
Il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri prevede una riduzione temporanea dei prezzi dei carburanti,...

Altre notizie