Si sono svolti nella chiesa dei Vespri, all’interno del cimitero Sant’Orsola di Palermo, i funerali di Laura Papadia, la 36enne uccisa il 26 marzo scorso dal marito nella loro abitazione a Spoleto. Numerosi i partecipanti: familiari, amici provenienti sia dal capoluogo siciliano che dall’Umbria, colleghi e rappresentanti delle istituzioni.
Laura, descritta come una donna “solare e determinata”, era viceresponsabile in un supermercato a Spoleto, dove si era trasferita da due anni e dove aveva subito conquistato l’affetto della comunità.
La sua intenzione era quella di riprendere gli studi in filosofia, come ha ricordato Luigina Renzi, assessora del Comune di Spoleto, giunta a Palermo per l’estremo saluto insieme ai datori di lavoro e a diversi amici.
Alle esequie ha partecipato anche il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, mentre in entrambe le città è stato proclamato lutto cittadino.
Durante la cerimonia è emersa con forza la necessità di promuovere l’educazione sentimentale tra gli uomini e di sostenere le donne che vivono situazioni di disagio accanto a partner gelosi e possessivi.
“Le donne fanno fatica a immaginare che il proprio compagno possa arrivare a tanto – ha dichiarato Adriana Argento, attivista – per questo dobbiamo aiutarle a essere consapevoli e a mettersi in sicurezza”.
L’omelia: “L’amore vero dà vita, non la toglie”
Durante l’omelia, Frate Angelo Li Calzi ha ricordato Laura con parole cariche di significato spirituale e umano:
“Non hai avuto una maternità tua – ha detto – ma saprai essere una maternità che si prenderà cura di tanti figli. Sarai per tutti un esempio per un domani migliore. Sei in mezzo a noi viva e vera, anche se solo nella memoria”.
Poi, con voce rotta dall’indignazione, ha aggiunto:
“Avevi un rapporto ottimo anche coi figli del tuo indegno sposo… ma l’amore non si inganna. L’amore produce vita, non morte”.
Il dolore silenzioso della famiglia
Il padre Maurizio e i fratelli Fabio e Alex non hanno preso la parola durante la cerimonia, scegliendo il silenzio come forma di espressione del dolore. A parlare a nome del padre è stata Daniela Segreto, cognata di Laura:
“Il dolore e il vuoto che hanno lasciato in lui sono troppo profondi. Ricordo Laura per come l’ho conosciuta: una ragazza forte, solare e determinata. Ha portato gioia e luce nella nostra vita. Era una forza della natura, capace di risolvere problemi e conquistare chiunque le fosse vicino”.
L’abbraccio di Spoleto e delle istituzioni
Luigina Renzi, assessora del Comune di Spoleto, è giunta a Palermo per rappresentare la città che aveva accolto Laura due anni fa: “Abbiamo fatto una fiaccolata per ricordarla. Laura voleva ricominciare a studiare filosofia. Aiutiamo le donne, chiediamo agli uomini di non diventare complici. L’amore non è possesso. Laura per noi è stata una presenza importante, non la dimenticheremo mai”.
Presente anche il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, mentre nei due Comuni è stato proclamato lutto cittadino.
Un messaggio alla società: educazione sentimentale e consapevolezza
Durante la cerimonia è emersa con forza la necessità di rafforzare l’educazione sentimentale, per prevenire la violenza e costruire relazioni sane. Come ha sottolineato l’attivista Adriana Argento:“Le donne fanno fatica a immaginare che il proprio compagno possa diventare colui che le ucciderà. Dobbiamo aiutarle a essere consapevoli e a mettersi in sicurezza”.
Un addio che è un inizio per il cambiamento
“Buon viaggio, Laura Papadia”, ha concluso la cognata tra le lacrime. “Papà Maurizio continuerà a vivere con la tristezza nel cuore, ma con la certezza che sei in un luogo dove esiste solo la bontà”.
La vita di Laura è stata spezzata, ma la sua memoria continuerà a essere una luce nel cammino di chi lotta per un futuro libero dalla violenza, fondato sul rispetto e sull’amore autentico.
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