Femminicidio di Spoleto: l’autopsia conferma lo strangolamento

L’assassino l’avrebbe aggredita alle spalle, stringendole il collo, probabilmente aiutandosi con un oggetto o utilizzando il braccio

L’autopsia eseguita lunedì sul corpo di Laura Papadia, la 36enne palermitana trovata morta nel suo appartamento di Spoleto mercoledì scorso, ha rivelato nuovi dettagli sull’aggressione che le è costata la vita. Secondo le prime analisi, la vittima è stata strangolata dal marito, Gianluca Nicola Romita, che ha confessato il delitto. L’assassino l’avrebbe aggredita alle spalle, stringendole il collo, probabilmente aiutandosi con un oggetto o utilizzando il braccio. L’autopsia ha confermato che la morte è avvenuta per strangolamento, ma i contorni esatti del delitto non sono ancora del tutto chiari.

Mancanza di segni di difesa e possibile caduta a terra

Al momento, l’esame autoptico non ha restituito segni di difesa sulla vittima, suggerendo che Laura non abbia avuto tempo né modo di reagire all’aggressione. Non sono stati riscontrati altri segni di violenza sul corpo, il che porta a ritenere che l’uccisione sia avvenuta in modo rapido e senza lotta. Le macchie di sangue trovate sul volto della vittima potrebbero essere compatibili con una caduta a terra, poiché la donna è stata rinvenuta priva di vita sul pavimento, a pancia in giù. Questo dettaglio alimenta l’ipotesi che la vittima possa essere stata strangolata mentre era ancora in piedi, per poi cadere rovinosamente a terra.

Ulteriori esami per chiarire la possibile gravidanza

Un altro aspetto importante che emerge dalle indagini riguarda una possibile gravidanza della vittima. L’autopsia non ha trovato alcuna evidenza di una gravidanza in corso, ma sono previsti ulteriori accertamenti per confermare definitivamente questa ipotesi. La questione potrebbe avere un ruolo cruciale nelle motivazioni dietro l’omicidio, considerando che eventuali cambiamenti nella vita della coppia o una gravidanza potrebbero aver influito sul contesto della tragedia.

Il marito reo confesso ancora senza spiegazioni chiare

Gianluca Nicola Romita, marito di Laura, ha ammesso di averla uccisa, ma le circostanze precise dell’omicidio non sono ancora state chiarite. L’uomo non ha spiegato con esattezza come sia avvenuto l’omicidio né cosa sia successo esattamente quel mercoledì mattina, quando ha strappato la vita alla moglie. Le indagini proseguono, e gli inquirenti stanno cercando di ricostruire il quadro completo delle dinamiche familiari e personali che hanno portato a questo tragico epilogo.

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