Todi conferma la leadership imprenditoriale in Umbria nel 2024

Dai dati della Camera di Commercio emerge come la città di Jacopone confermo il primato per imprenditorialità in Umbria nel 2024, con una lieve flessione regionale. La regione rimane tra le più dinamiche d’Italia, con sfide e opportunità per il futuro.

Nel 2024, Todi si conferma come il comune umbro con il più alto tasso di imprenditorialità, con 14,1 imprese ogni 100 residenti, mantenendo il suo primo posto per il terzo anno consecutivo. Questo dato emerge dal report annuale della Camera di Commercio dell’Umbria, che analizza la densità di aziende rispetto alla popolazione residente. A seguire, troviamo Castiglione del Lago e Bastia Umbra, con 11,9 imprese ciascuno, mentre Orvieto e Assisi si attestano rispettivamente a 11,8 e 11,7.

Flessione generale ma alta densità imprenditoriale regionale

Nonostante il mantenimento della leadership da parte di Todi, il tasso di imprenditorialità in Umbria ha registrato una diminuzione nel 2024, scendendo da 11 a 10,1 imprese ogni 100 residenti. Questo calo riguarda anche i comuni più imprenditoriali come Todi, che è passato da 14,5 a 14,1, e altre realtà come Castiglione del Lago, Bastia Umbra, e Orvieto, che segnano una leggera flessione. Nonostante ciò, l’Umbria continua a posizionarsi tra le regioni italiane con la più alta densità imprenditoriale, classificandosi al quinto posto a livello nazionale per densità imprenditoriale e al terzo per la densità di società di capitale.

L’Umbria del vino e dell’olio: il “triangolo d’oro” dell’imprenditorialità

Un altro aspetto interessante emerso dal report è la conferma del “triangolo d’oro” dell’imprenditorialità umbra, una zona che comprende Montefalco, Todi e Spoleto. Questi comuni continuano a dominare la classifica grazie a fattori di successo come la presenza di DOCG, in particolare il Sagrantino di Montefalco, e il forte turismo enogastronomico, che ha consolidato una rete di agriturismi e attività legate al settore.

Le sfide delle zone periferiche e la crisi della Valnerina

La Valnerina continua a soffrire la crisi derivante dal terremoto, con comuni come Norcia, che beneficia ancora del suo marchio nel settore del tartufo e della norcineria, ma che non riesce a compensare il colpo subito. In Cascia, l’isolamento post-terremoto ha avuto un impatto diretto sul tasso di imprenditorialità, che è tra i più bassi della regione, con 6,3 imprese ogni 100 residenti.

Anche le terre di confine mostrano segni di difficoltà, con Città della Pieve e Allerona che soffrono per la doppia dipendenza da Orvieto e Chiusi. Tuttavia, alcuni comuni come Gualdo Cattaneo beneficiano di una posizione strategica lungo la Flaminia, che ha consentito un’alta densità imprenditoriale.

Imprenditorialità nei borghi storici e nelle aree industriali

I borghi storici, sebbene continuino a mantenere una buona performance grazie a eventi e attività culturali, mostrano segni di affanno. Bevagna e Trevi continuano a mantenere tassi soddisfacenti, mentre Spello e Deruta pagano la crisi dell’artigianato. Le aree industriali come quella che va da Terni a Foligno e Narni mostrano una certa resilienza, con Terni che si distingue grazie alla riconversione green, mentre Foligno e Narni non raggiungono le aspettative.

Il Presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, ha sottolineato che il calo del tasso di imprenditorialità nel 2024 rappresenta una sfida importante per la regione. “L’Umbria, da sempre sinonimo di imprenditorialità e dinamismo economico, deve affrontare questo calo con politiche coraggiose che incentivino l’innovazione e la digitalizzazione, e con interventi mirati che sostengano concretamente gli imprenditori. È necessaria una stretta collaborazione tra istituzioni e associazioni di categoria per implementare misure efficaci che favoriscano la crescita e l’ingresso dei giovani nel mondo delle imprese”.

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