Aumento delle tasse, centrodestra sulle barricate occupa il consiglio regionale: “Risposte, non bugie”

I consiglieri di opposizione del Consiglio regionale dell’Umbria chiedono trasparenza sui conti della sanità e l’aumento delle tasse, occupando l’aula fino a quando non verranno forniti i documenti richiesti.

Scatta l’occupazione di Palazzo cesaroni da parte delle forze di opposizione. Annunciata dalla ex presidente Tesei dopo il no della Giunta all’informativa sulla manovra fiscale, parte l’azione di protesta da parte degli otto consiglieri di centro destra (Tesei e Melasecche della Lega, Romizi e Pernazza di Forza Italia, Arcudi di Tesei Presidente, Pace, Agabiti e Giambartolomei di FdI).

I consiglieri hanno annunciato che resteranno in aula “finché non ci verrà fornito il report che la Giunta Proietti avrebbe commissionato a una società privata sui conti della sanità”. Secondo i consiglieri, questo documento, che sarebbe stato finanziato con fondi pubblici, ha costituito la base per l’aumento delle tasse in regione, tra cui IRPEF, IRAP e il bollo auto, che hanno pesato per circa 500 euro sulle tasche dei cittadini umbri. I consiglieri coinvolti nell’azione sono Paola Agabiti (Fratelli d’Italia), Nilo Arcudi (Umbria Civica Tesei Presidente), Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Enrico Melasecche (Lega Umbria), Eleonora Pace (Fratelli d’Italia), Laura Pernazza (Forza Italia), Andrea Romizi (Forza Italia) e Donatella Tesei (Lega Umbria).

“Con questo gesto simbolico – spiegano i consiglieri – vogliamo denunciare una serie di gravi criticità riguardanti l’operato di questa Giunta regionale, che si caratterizza per opacità, mancanza di trasparenza e decisioni discutibili, se non illegittime”. In particolare, i consiglieri mettono in discussione l’affidamento diretto a una società privata senza una gara, scelto secondo “logiche di fiducia politica, e non di merito”. I consiglieri hanno anche richiesto l’accesso agli atti per conoscere i dettagli dell’affidamento a questa società, ma finora la richiesta non ha ricevuto risposta. “I conti della sanità sono già verificati da enti terzi e autorevoli, come il MEF, la Corte dei Conti e il Collegio dei Revisori”, aggiungono. “Faremo tutti i passi necessari, anche legali, per verificare la legittimità di questo affidamento. Non permetteremo che gli interessi dei cittadini vengano sacrificati in nome di percorsi opachi.”

Un altro punto critico sollevato riguarda l’aumento delle tasse, deciso sulla base di un documento che la presidente Proietti “nemmeno dichiarato di possedere” e che verrà fornito dalla società privata solo il 30 aprile. “È vergognoso – dicono i consiglieri – che si porti in discussione un aumento delle tasse senza la relazione tecnica della società incaricata. Non c’è giustificazione, nessun dato, nessuna trasparenza”. Secondo i consiglieri, nella storia della regione non è mai accaduto che si chiedessero maggiori tasse ai cittadini senza fornire loro gli strumenti per valutarne la necessità. Le richieste di ottenere la relazione tecnica, sia in sede di Prima Commissione che in Aula, sono state tutte respinte. Inoltre, viene evidenziato come l’aumento delle tasse venga giustificato dalla Giunta attraverso la minaccia di un fantomatico commissariamento da parte del Ministero, un provvedimento che “nessun ente preposto ha mai evocato”.

“I cittadini umbri si trovano di fronte a una situazione ancora più grave: anche se ammettiamo che l’aumento fosse necessario, la delibera rivela che i proventi non sono destinati alla sanità, ma ad altre voci, come il trasporto pubblico, lo sviluppo economico, l’ambiente e il diritto allo studio”, spiegano i consiglieri. “Dov’è l’emergenza sanitaria? I cittadini pagheranno di più, ma non vedranno migliorare i servizi sanitari. È chiaro che si tratta di una manovra fiscale mascherata, una strategia per coprire altre inefficienze”.

I consiglieri di opposizione, infine, ribadiscono che alternative esistono. “Nel corso degli anni abbiamo dimostrato che si possono adottare soluzioni diverse: razionalizzazione della spesa, riforme strutturali, trattative con il Governo e utilizzo dei residui di bilancio”, sottolineano. “L’aumento delle tasse andava evitato, ma per farlo serviva volontà politica, non scuse”. In conclusione, i consiglieri chiedono che la Giunta regionale renda pubblici tutti i documenti, spiegando le motivazioni dietro la scelta di aumentare le tasse. “Se non lo farà – avvertono – useremo ogni strumento istituzionale e legale per opporci a questa deriva. I cittadini umbri meritano risposte, non bugie.”

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