L’imprenditore Massimiliano Nebbiai, coinvolto nell’inchiesta Sogepu, ha patteggiato un anno di reclusione con sospensione della pena. L’accordo con la Procura è stato ratificato dal gip del Tribunale di Perugia, Simona Di Maria.
Nebbiai era stato inizialmente accusato di corruzione per una presunta tangente versata all’ex amministratore unico di Sogepu, Cristian Goracci, in cambio di una fornitura di cestini per i rifiuti. Tuttavia, nel corso delle indagini, l’accusa è stata derubricata in “induzione a dare o promettere utilità”, riconoscendo che Nebbiai fosse il soggetto indotto da Goracci.
I legali dell’imprenditore, Marcello Pecorari e Paola Trebbi, hanno espresso soddisfazione per l’esito del procedimento, sottolineando come “la corretta valutazione delle risultanze probatorie” abbia portato a una revisione dell’accusa iniziale. Hanno inoltre evidenziato che Nebbiai “non si è nemmeno sottoposto all’interrogatorio”, segno della scarsa rilevanza del suo coinvolgimento nella vicenda.
Secondo i difensori, la “celere definizione della posizione del loro assistito” è stata resa possibile dalla fissazione di un’udienza ad hoc già nella fase delle indagini preliminari, prima dell’inizio del processo. Questo ha permesso di scindere la sua posizione da quella degli altri imputati, dato che la sua implicazione è stata giudicata “assolutamente marginale” rispetto all’impianto accusatorio iniziale.