Un errore medico ha segnato la vita di un uomo di 50 anni residente ad Assisi, sottoposto a nefrectomia senza una diagnosi certa della patologia. A novembre 2023, i medici hanno asportato un rene senza effettuare una biopsia preliminare, determinando una condizione di insufficienza renale permanente. L’uomo, seguito dall’avvocato Saschia Soli, ha denunciato l’accaduto e ha presentato opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dalla procura di Spoleto. Ne scrive il Corriere dell’Umbria
Secondo la relazione dei periti del pubblico ministero, la massa renale di 12 centimetri è stata interpretata inizialmente come un ematoma di origine traumatica, senza sospettare che potesse trattarsi di un linfoma B a basso grado. La diagnosi corretta è arrivata solo ad agosto 2023, dopo mesi di controlli non approfonditi. I consulenti della procura hanno sottolineato che una biopsia avrebbe potuto evitare l’intervento oppure rimandarlo solo in caso di mancata risposta a chemioterapia e immunoterapia.
L’inchiesta ha coinvolto tre specialisti, iscritti nel registro degli indagati, per i quali il pubblico ministero Vincenzo Ferrigno ha richiesto l’archiviazione, sostenendo che il ritardo diagnostico non abbia aggravato la prognosi della malattia. Tuttavia, il paziente contesta questa conclusione, evidenziando che tra giugno e novembre 2023 il linfoma si è esteso ad altri linfonodi, aggravando il quadro clinico.
Parallelamente, la procura ha aperto un fascicolo per lesioni gravissime contro ignoti, puntando l’attenzione sul ruolo dei chirurghi che hanno eseguito l’intervento. Secondo i periti, la prassi avrebbe richiesto una conferma diagnostica attraverso biopsia, seguita da un trattamento farmacologico prima di una eventuale rimozione del rene. La mancata applicazione di queste procedure ha esposto il paziente a conseguenze irreversibili.
L’uomo ora deve convivere con il rischio di insufficienza renale permanente e, se il suo unico rene non funzionerà adeguatamente, potrebbe essere costretto a sottoporsi a dialisi. La procura di Spoleto prosegue le indagini per accertare ulteriori responsabilità nel caso