Omicidi in calo in Italia e in Umbria, ma resta alto il problema femminicidi

L’Italia si conferma tra i Paesi più sicuri d’Europa per numero di omicidi volontari, con un calo del 6% tra il 2023 e il 2024. L'Umbria registra tassi inferiori alla media nazionale, ma resta alta l’attenzione sulla violenza domestica.

Secondo l’analisi statistica della Divisione centrale della Polizia criminale, negli ultimi dieci anni il fenomeno degli omicidi volontari in Italia si è ridotto di un terzo, con un ulteriore decremento del 6% tra il 2023 e il 2024. Lo scorso anno il numero complessivo di omicidi è stato di 319, quasi la metà dei quali concentrati in Campania, Lombardia, Lazio e Sicilia. Un dato significativamente più basso rispetto ai 475 del 2015, a conferma di una tendenza positiva nella prevenzione di questo tipo di crimini.

Anche l’Umbria si distingue per un numero di omicidi inferiore alla media nazionale. Nel 2023 la regione aveva registrato tre femminicidi, mentre nel 2024 delle cinque vittime totali, due erano donne, uccise nell’ambito di un’unica strage familiare. Gli altri casi si sono verificati a Terni, Spoleto e Foligno, tutti risolti grazie all’azione delle forze dell’ordine.

Un aspetto preoccupante riguarda l’aumento della presenza di autori minorenni. Uno degli assassini del 2024 aveva solo 17 anni, confermando un trend in crescita a livello nazionale, con il tasso di autori minorenni salito all’11% nel 2024, rispetto al 4% dell’anno precedente. Inoltre, in tutti i casi umbri gli autori erano di origine straniera e presentavano forme di disagio psichico.

Nonostante i dati generali incoraggianti, la violenza domestica rimane una criticità. Tra il 2019 e il 2024, in Umbria si sono registrati dieci femminicidi. A questi si aggiunge il caso di Eliza, uccisa dal marito, poi suicida, all’inizio del 2025, il primo femminicidio dell’anno in Italia.

Le cause del calo e le sfide future

L’analisi evidenzia che il calo degli omicidi è frutto di una combinazione di fattori, tra cui politiche di prevenzione, modifiche legislative, intervento delle forze di polizia e cambiamenti sociali. Tuttavia, “nonostante i progressi, c’è ancora molto da fare per contrastare la violenza domestica”, sottolineano gli esperti.

L’attenzione resta alta anche sull’incremento degli omicidi commessi da minori e sul ruolo del disagio psichico nei reati violenti, elementi che pongono nuove sfide per le politiche di sicurezza e prevenzione.

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