Maxi sequestro: controsoffitto, doppiofondo nell’auto la droga dall’Est. Così agiva il “custode” Coresi

Arrestato a Foligno il ristoratore Gian Paolo Coresi: oltre 65 kg di cocaina nascosti nel ristorante e nell’auto. Indagini sui suoi legami con l’Est Europa.

cocaina

Ha scelto di non rispondere alle domande del giudice durante l’udienza di convalida, rilasciando solo dichiarazioni spontanee in cui ha parlato di un periodo di profondo disagio emotivo ed economico, legato alla sua passione per le scommesse ippiche. Gian Paolo Coresi, 46enne ristoratore di Foligno, resta in carcere dopo essere stato arrestato giovedì scorso dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Perugia, che hanno trovato oltre 65 chili di cocaina tra il suo locale, un box auto e la sua vettura.

La droga nascosta tra ristorante e auto

L’operazione delle Fiamme Gialle ha permesso di scoprire un sofisticato sistema di occultamento della droga. All’interno del ristorante di viale Ancona, la cocaina era nascosta nel controsoffitto, con oltre 40 chili di stupefacente ben celati. Altri 15 chili sono stati rinvenuti in un doppio fondo della sua auto, accessibile solo attraverso una complessa combinazione di tasti e la pressione simultanea della frizione. Un paio di panetti di polvere bianca sono stati inoltre rinvenuti in una cantina, sempre nelle disponibilità del ristoratore.

Secondo il Gip, l’imponente quantitativo di droga e le modalità di occultamento indicano un coinvolgimento di Coresi in un’organizzazione più ampia, probabilmente legata alla criminalità organizzata. “Appare chiaro che l’indagato fosse il custode della droga, fornita da canali di approvvigionamento strutturati”, ha scritto il giudice nell’ordinanza di custodia cautelare.

Indagini sui legami con l’Est Europa

Le autorità stanno ora approfondendo i contatti del ristoratore, in particolare i suoi rapporti con soggetti dell’Est Europa, che potrebbero rivelare la rete di approvvigionamento dello stupefacente. Per il Gip, la detenzione in carcere è necessaria per impedire a Coresi di riprendere indisturbato l’attività.

Le indagini proseguono per chiarire il ruolo esatto del ristoratore all’interno del traffico di droga e individuare eventuali complici.

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