Cresce il numero di anziani in difficoltà economica che si rivolgono agli sportelli della Uil Pensionati Umbria per chiedere aiuto. “Aumentano esponenzialmente i casi di anziani in difficoltà che si recano nei nostri uffici e nei nostri sportelli, lamentando situazioni di indigenza”, denuncia la segretaria generale Elisa Leonardi, sottolineando la gravità della situazione.
L’ultimo caso segnalato riguarda un uomo dell’Alto Chiascio, costretto a far fronte alle necessità quotidiane, tra spese mediche, affitto e trasporti per cure, con i soli 500 euro di accompagnamento e la pensione minima della moglie. “Le spese di cui ci ha parlato sono le 300 euro di affitto, o le 500 euro circa per le medicine”, racconta Leonardi, evidenziando come questa situazione sia ormai diffusa tra molti anziani umbri. L’aumento delle bollette e il costo della vita sempre più alto stanno rendendo la condizione di molti pensionati “senza dubbio al limite della sostenibilità”.
I dati della ricerca Age-it: il rischio per gli anziani in Umbria
L’allarme lanciato dalla Uil Pensionati è confermato anche dai dati del programma di ricerca Age-it, condotto dall’Università di Firenze, che ha analizzato il rischio di criticità nei servizi di cura per gli anziani in Italia. “È in questo quadro che non posso esprimere preoccupazione per il quadro che emerge dai dati”, afferma Leonardi.
Secondo la ricerca, circa un quarto dei comuni umbri presenta un rischio medio, con difficoltà nell’accesso ai servizi per gli anziani. Tra i centri urbani più grandi, le città con maggiore criticità sono Città di Castello, Gubbio e Todi, mentre le situazioni più gravi si registrano in Scheggia e Pascelupo, Pietralunga, Costacciaro e Poggiodomo. “Il rischio medio è per 18 comuni, tra cui appunto Città di Castello, Gubbio e Todi, ma anche più piccoli come quelli del Trasimeno o gran parte della Valnerina”, spiega Leonardi.
Lo studio ha incrociato diversi parametri, tra cui la densità della popolazione anziana, la distanza dagli ospedali, la disponibilità di caregiver familiari, i tassi di fecondità e l’emigrazione. Il risultato evidenzia un quadro preoccupante, con anziani sempre più soli e con difficoltà nell’accesso ai servizi essenziali.
L’appello della Uil Pensionati: “Non mettiamo da parte gli anziani”
Per affrontare questa emergenza sociale, Leonardi sottolinea la necessità di “servizi accessibili per gli anziani, ma non è il solo elemento che dobbiamo considerare”. Infatti, lo studio dell’Università di Firenze dimostra che gli anziani che vivono con la famiglia o con parenti vicini sono più attivi e meno esposti al rischio di isolamento.
“L’anziano che vive in famiglia o con familiari vicini è più attivo”, ribadisce Leonardi, “per questo il dato che emerge dal lavoro dell’Università di Firenze e dai volumi che ci sono alle basi è la necessità per gli anziani di assistenza, cura e partecipazione sociale”. Da qui, l’appello alle istituzioni affinché venga prestata maggiore attenzione a chi ha contribuito a costruire il presente della società. “Non vengano messi da parte gli anziani che, di fatto, sono coloro che hanno contribuito a costruire il nostro presente”, conclude la segretaria della Uil Pensionati Umbria.