Le segnalazioni dei condomini sul viavai di clienti e i rumori sospetti a qualsiasi ora del giorno e della notte hanno portato alla scoperta di un giro di prostituzione operante in un palazzo di via XX Settembre, tra Roma e Perugia. Per evitare di destare troppi sospetti, l’organizzazione aveva preso in affitto un secondo appartamento, riservato all’attività nelle ore notturne, tra le 21 e le 6 del mattino.
L’operazione, condotta dalla polizia locale di Roma Capitale e Perugia, si è conclusa con il sequestro dell’immobile e la denuncia della presunta maitresse, una 50enne di nazionalità cinese. Al termine del blitz, i vicini hanno ringraziato le forze dell’ordine per aver riportato la tranquillità nello stabile.
L’indagine, avviata a Roma e coordinata dalla Procura della Repubblica della Capitale, ha rivelato l’esistenza di una rete di presunti “centri massaggi”, che in realtà nascondevano appartamenti adibiti alla prostituzione di donne asiatiche, reclutate in una fascia d’età compresa tra i 25 e i 50 anni. L’operazione ha interessato diverse città italiane, tra cui Perugia, dove la polizia locale ha collaborato con gli agenti della Capitale per smantellare l’organizzazione.
Durante il blitz, uno dei due appartamenti è stato trovato vuoto, mentre nell’altro, dove operava la 50enne denunciata, sono stati sequestrati materiale utilizzato per l’attività di meretricio e oltre duemila euro in contanti. Il locale è stato posto sotto sequestro.
La donna dovrà rispondere di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, insieme ad altri quattro indagati individuati in diverse parti d’Italia. Le indagini sono ancora in corso per identificare ulteriori responsabili, tra cui i proprietari degli immobili affittati all’organizzazione e chi si occupava della pubblicità online delle attività. Gli investigatori stanno inoltre approfondendo i legami tra questa rete e altri possibili centri attivi sul territorio nazionale.