Nodino, scontro Melasecche-Comitato per il no: “Bugie su di noi, nessun interesse personale per bloccarlo”

Il consigliere regionale chiede a Palazzo Donini di rilanciare l'opera e attacca il comitato civico che risponde a tono con una dura lettera

Il Comitato “sciogliamo il nodo di Perugia” entra a gamba testa sull’ex assessore regionale, oggi capogruppo della Lega in Regione Enrico Melasecche, che di recente ha annunciatouna mozione per “un’opera imprescindibile per risolvere il problema del traffico e ridurre l’inquinamento. Sul Nodo stradale di Perugia non si possono fare passi indietro, si tratta di un’opera inclusa nella delibera Cipe tra i sistemi stradali e autostradali e confermata quale infrastruttura strategica di preminente interesse nazionale. Il piano preliminare sul quale Regione e Governo hanno espresso parere favorevole, è stato approvato accertandone la compatibilità ambientale, rinviando l’individuazione della copertura finanziaria alla fase di approvazione del progetto definitivo, a condizione ovviamente che tutti gli enti territoriali interessati mantengano il ‘sì’ e non facciano il gioco delle tre carte come sta avvenendo. Reperire da parte del Governo, fra le molte difficoltà del bilancio nazionale, una somma che supera i 500 milioni di euro contro il volere espresso da questa nuova maggioranza è inimmaginabile. Lo comprende anche un bambino”.

Il Comune di Perugia ha stoppato l’0pera, di cui Melasecche è stato il promotore e adesso lui rilancia in regione.

E lo fa attaccando il comitato per il No, parlando di “interessi personali” di qualcuno dei componenti per bloccare l’opera. Il Comitato risponde  a tono dicendosi sdegnato: “Il consigliere, in realtà unico vero promotore del progetto del Nodo, ha ricevuto solo 11 voti su 20.000 dai cittadini di Ponte San Giovanni alle recenti elezioni, un dato che secondo noi testimonia chiaramente il dissenso della cittadinanza alla realizzazione dell’opera. Nonostante ciò, continua a denigrare e diffamare pubblicamente, senza mai fare i nomi dei membri del comitato che a suo dire avrebbero interessi personali nel bloccare la realizzazione del progetto.  Senza rischio di essere smentiti precisiamo categoricamente che nessun membro del comitato verrebbe espropriato per realizzare l’opera, mentre purtroppo circa 120 soggetti tra famiglie, imprese e singoli cittadini dovrebbero subirlo”.  E pubblicano l’elenco degli espropriati (a questo link).

Alcuni di loro sono ritratti nella mostra fotografica “Espropriazione indebita per pubblica inutilità”, di Emanuela Bianconi (foto di copertina).

“Il consigliere Melasecche – scrivono – continua a denigrare pubblicamente i cittadini che si sono opposti, tentando di infangare l’immane lavoro svolto dai comitati nello studio e nella divulgazione del progetto del Nodino. Abbiamo realizzato infatti ben 12 presentazioni pubbliche, con la partecipazione di centinaia di persone ad ogni incontro.  Lo sdegno è totale quando senza vergogna parla di “condivisione del progetto” dimenticando che ci ha impedito fisicamente l’ingresso all’unica presentazione a Palazzo Donini”.

“Sarebbe superfluo – proseguono confutare ulteriormente le falsità reiterate nelle interviste rilasciate sui vari mezzi di stampa da Melasecche. Altrettanto inutile sarebbe ribadire per l’ennesima volta come l’ex sindaco Romizi abbia più volte mutato la propria posizione nel corso del suo mandato. Ciò è legittimo, ma non è corretto affermare di averla sempre mantenuta. Lo preghiamo, pertanto, di non cadere nelle inesattezze del suo collega di opposizione: non è da lui. Accogliamo con favore la decisione della commissione regionale di valutare attentamente i pro e i contro di questo progetto, il quale avrebbe un impatto significativo sull’intero territorio perugino, torgianese e corcianese, e di conseguenza sulla vita degli umbri per i decenni di lavori previsti. Un’opera che, senza risolvere il problema, costerebbe complessivamente oltre un miliardo e mezzo di euro”

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