Assolta Patrizia Pinheiro Duarte: per i giudici di Perugia fu legittima difesa

La Corte d’assise d’appello conferma l’assoluzione per l’imputata brasiliana, accusata di omicidio preterintenzionale nel caso della morte di Samuele De Paoli.

La Corte d’assise d’appello di Perugia ha confermato la sentenza di primo grado, assolvendo Patrizia Pinheiro Duarte, transessuale brasiliana, dall’accusa di omicidio preterintenzionale per la morte del ventunenne Samuele De Paoli. I giudici hanno ritenuto che la donna abbia agito per legittima difesa, sottolineando che non aveva intenzione di uccidere quando afferrò al collo il ragazzo durante un’aggressione.

Secondo la ricostruzione accolta dalla Corte, Patrizia reagì per proteggersi, premendo con il pollice sul nervo vagale nel tentativo di allontanare l’aggressore, che la stava colpendo con pugni. La decisione è arrivata dopo oltre quattro ore di camera di consiglio, respingendo il ricorso presentato dal procuratore generale Sergio Sottani, che aveva chiesto una condanna a sei anni di reclusione.

Il procuratore Sottani aveva basato la sua richiesta su una lettura alternativa dei fatti, volta a colmare alcune lacune investigative e a superare le contraddizioni iniziali dell’imputata, che durante il processo non si era mai fatta interrogare. La sua linea accusatoria, pur avanzando dubbi e ipotesi forti, non è stata sufficiente per ribaltare il verdetto di primo grado. Durante la requisitoria, aveva dichiarato: “Non si tratta di vincere con una tesi, ma di avvicinarsi alla verità”.

Nonostante l’esito negativo, è probabile che il procuratore generale analizzi con attenzione le motivazioni della sentenza per valutare la possibilità di un ulteriore ricorso in Cassazione.

La vicenda lascia dietro di sé il dolore per la perdita di un giovane uomo di soli 21 anni e il lutto di una famiglia. La madre di Samuele, comprensibilmente sconvolta, non ha nascosto il suo sconforto per la decisione dei giudici. Parallelamente, un’altra inchiesta è in corso per indagare eventuali ulteriori responsabilità legate al tragico episodio.

Per i giudici d’appello, tuttavia, la ricostruzione difensiva ha prevalso: l’atto di Patrizia Pinheiro Duarte è stato considerato una reazione proporzionata e dettata dalla necessità di difendersi, escludendo ogni intento omicida.

Resta ora da vedere se il caso si concluderà definitivamente o se approderà nuovamente davanti ai giudici, questa volta in sede di Cassazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Domani si vota ancora dalle 7 alle 15. Subito dopo comincerà lo spoglio delle schede...
Scontro tra moto e bicicletta sulla SP 201 nel comune di Pietralunga: un morto e...
Perugia sopra la media regionale, Poggiodomo comune più virtuoso: i dati di tutte le 997...

Altre notizie