Giovedì scorso, la sindaca Ferdinandi, insieme all’assessore Vossi, delegato alla mobilità, ha incontrato il Comitato “Chi salverà Ponte S. Giovanni?”. Durante l’incontro, il focus principale è stato il tema del traffico, con particolare attenzione al Nodo di Perugia e al primo stralcio del Nodino, considerati fondamentali per affrontare le criticità infrastrutturali del territorio.
Il comitato, in una nota ufficiale, ha sottolineato l’impegno della sindaca «sul tema del traffico e delle gravose conseguenze che produce», ribadendo la necessità di aggiornare i dati relativi ai flussi di traffico. Secondo quanto dichiarato, «sarà necessario aggiornare i dati del traffico, nella tipologia, quantità e qualità degli stessi», con approfondimenti tecnici immediati. In attesa di soluzioni definitive, si è evidenziata la possibilità di interventi più immediati, già finanziati da Anas, come «il raddoppio delle rampe che conducono al raccordo autostradale Perugia-Bettolle».
Il presidente Luigi Ercolani ha espresso con fermezza che non ci sono alternative al completamento del Nodo di Perugia e del primo tratto Collestrada–Madonna del Piano. «Non si torna indietro», ha dichiarato, aggiungendo che, dopo vent’anni di attese e annunci, l’opera resta cruciale per i cittadini di Ponte San Giovanni, per l’intera città di Perugia e per tutta l’Umbria. «I cittadini sono stanchi di attendere un’infrastruttura stradale che serve non solo a Ponte San Giovanni, ma anche alla città, all’Umbria tutta».
Tra gli interventi emersi, Roberto Rossi, ex medico di famiglia, ha posto l’accento sulle conseguenze sanitarie del traffico, citando «i livelli di inquinamento con la conseguente grave ricaduta sulla salute». Una visione condivisa anche da Fausto Cocciari, che ha evidenziato il pesante impatto sulla qualità della vita dei residenti, quotidianamente compromessa dalla pressione del traffico.
Marcello Panettoni, già assessore al Comune di Perugia e tra i primi sostenitori del Nodo di Perugia, ha ribadito la validità dell’opera, affermando che essa rappresenta una risposta concreta per i cittadini, il territorio e l’economia. Ha inoltre respinto le critiche che vedono nel progetto un consumo di suolo, sottolineando «le evidenti ragioni di interesse pubblico» che lo rendono imprescindibile.
Il comitato ha concluso la riunione ribadendo che, sebbene sia importante aggiornare i dati sul traffico in tempi brevi, ulteriori ritardi per valutare gli effetti del raddoppio delle rampe non saranno utili ai cittadini. «L’attesa ulteriore, certamente di anni, non porterà nessun beneficio», si legge nella nota, sottolineando che la soluzione passa inevitabilmente dalla realizzazione del Nodino e, successivamente, del Nodo di Perugia.