Arrivano le motivazioni della sentenze di condanna nell’ambito di Concorsopoli che ha portato alle condanne di Maurizio Valorosi, ex direttore amministrativo dell’ospedale Santa Maria della Misericordia;Gianpiero Bocci, ex sottosegretario all’Interno e Luca Barberini, ex assessore regionale alla Sanità. Dopo 6 mesi, depositate le carte. Per tutti laccusa principale riguarda la creazione di un’associazione per delinquere, mirata a garantire vantaggi illeciti nei concorsi pubblici.
Nelle 1260 pagine delle motivazioni della sentenza, i giudici del Tribunale di Perugia presieduti da Marco Verola hanno ricostruito il funzionamento di un’associazione per delinquere che operava su due livelli: quello politico, rappresentato da Gianpiero Bocci, ex sottosegretario al ministero dell’Interno, e Luca Barberini, ex assessore alla Sanità e quello gestionale, guidato da Emilio Duca, ex direttore generale dell’ospedale di Perugia, e Maurizio Valorosi, ex direttore amministrativo.
L’obiettivo era manipolare sistematicamente le procedure concorsuali. Per il livello politico, il vantaggio consisteva nell’aumentare il consenso elettorale attraverso favori ai candidati. Per i vertici sanitari, invece, l’obiettivo era consolidare il potere all’interno della sanità regionale.
I giudici hanno evidenziato le modalità sistematiche di manipolazione: commissioni ad hoc per garantire la vittoria dei candidati favoriti; punteggi alterati per agevolare i prescelti.: tracce d’esame consegnate in anticipo per assicurare risultati certi.
Le accuse principali includono reati come falso, abuso d’ufficio e rivelazione di segreti, con il riconoscimento dell’esistenza di una rete organizzata per manipolare concorsi pubblici.
Il sistema criminoso
Secondo i giudici, l’associazione per delinquere era strutturata per garantire l’accesso privilegiato a posizioni lavorative a candidati predeterminati. Le intercettazioni hanno rivelato un meccanismo ben collaudato, che coinvolgeva sia referenti politici sia professionisti della sanità. L’inchiesta, avviata tra il 2018 e il 2019, ha documentato numerose irregolarità in un breve arco di tempo.
Una volta emerse le indagini, i protagonisti del sistema hanno tentato di ostacolare gli investigatori. Bocci, grazie al suo ruolo al ministero, avrebbe informato gli altri membri dell’associazione. Duca, ex direttore generale e Valorosi avrebbero cercato informazioni coperte da segreto istruttorio attraverso contatti con carabinieri e guardia di finanza.
Emblematico è il caso di Duca, che avrebbe bonificato il suo ufficio dalle microspie degli inquirenti. Solo l’arresto ha interrotto le attività illecite.
Le difese degli imputati hanno annunciato l’intenzione di ricorrere in appello. Nel frattempo, Emilio Duca affronterà un processo separato per motivi di salute. Le motivazioni depositate consentiranno alle parti di approfondire la strategia per i prossimi gradi di giudizio. Catiuscia Marini, ex presidente della Regione Umbria, è stata invecdce assolta dall’accusa di associazione per delinquere ma condannata a 2 anni per il coinvolgimento in una singola procedura concorsuale.