Il giudice ha convalidato gli arresti domiciliari per il ventiduenne peruviano e il trentunenne tunisino che saabato sera sono stati arrestati a Città di Castello per un’aggressione contro una pattuglia delle Volanti. I due sono accusati di resistenza, violenza, minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale, oltre che di lesioni personali. La decisione è arrivata in seguito alla ricostruzione fornita dagli agenti coinvolti e alla richiesta del pubblico ministero Gennaro Iannarone.
I fatti di sabato pomeriggio
L’episodio si è verificato dopo una segnalazione riguardante alcuni giovani che stavano disturbando i passeggeri su un treno della Fcu in arrivo alla stazione di Città di Castello. Gli agenti intervenuti hanno subito affrontato il trentunenne, che, in evidente stato di alterazione, ha reagito in modo violento. L’uomo ha colpito con calci e pugni l’auto di servizio e, secondo la sua difesa, il comportamento sarebbe stato causato dalla mancata assunzione di farmaci necessari per le sue problematiche neurologiche, per le quali è invalido al 100%.
Il ruolo del secondo imputato
Nel corso dell’alterco, il trentunenne avrebbe chiamato in aiuto il suo dipendente, un pregiudicato colombiano. L’uomo, arrivato in bicicletta, avrebbe investito uno degli agenti per poi aggredire fisicamente l’altro. Ne è nata una violenta colluttazione, durante la quale gli agenti hanno cercato di contenere la situazione utilizzando anche il taser. Uno dei poliziotti ha riportato la frattura di un polso cadendo a terra, mentre uno degli arrestati avrebbe minacciato di morte la famiglia di un agente.
Video e prove in tribunale
Un video dell’aggressione, già diffuso online, è stato presentato in tribunale per essere acquisito come prova. L’episodio ha evidenziato momenti di estrema tensione che saranno analizzati nel corso del processo. Gli avvocati difensori Andrea Castori e Donatella Panzarola hanno annunciato che nella prossima udienza verranno valutate soluzioni processuali alternative, tra cui il patteggiamento.
Le reazioni politiche
“Solidarietà e vicinanza ai due poliziotti aggrediti” è arrivata dal sottosegretario al ministero dell’Interno, Emanuele Prisco: “La sicurezza delle forze dell’ordine – ha detto l’esponente di FdI– non è meno importante di quella di tutti i cittadini: il Governo ha fatto una scelta di campo ben precisa, difendere e tutelare le forze dell’ordine e chiunque vesta una divisa. Un impegno confermato con l’introduzione di importanti norme di tutela inserite nel Ddl Sicurezza e con il ripristino del turnover al 100 per cento dei pensionamenti. Entro gennaio nella Questura di perugia arriveranno inoltre un rinforzo di 31 nuovi operatori. Per noi, chi tocca una divisa tocca lo Stato e non può essere una cosa tollerata”.
“Piena solidarietà nei confronti dei due agenti di polizia aggrediti proprio nella nostra città di origine, Città di Castello” è arrivata anche dai parlamentari umbri del Pd Walter Verini a Anna Ascani. “L’episodio ha colpito perché il clima che si vive a Città di Castello è quello di una comunità caratterizzata da una convivenza civile serena, da una integrazione positiva, da una collaborazione di tutte le forze dell’ordine e della sicurezza con le istituzioni locali e la società. L’annunciato arrivo di 31 unità di polizia è del tutto insufficiente per le esigenze del territorio della questura: su questi temi della sicurezza sarebbe bene evitare due cose, agitare paure e annunciare modesti provvedimenti come fossero grandi soluzioni”, sottolineano i Dem.
Interviene anche Riccardo Augusto Marchetti della Lega: “Massima solidarietà agli agenti della Polizia di Città di Castello che, mentre tentavano di sedare una rissa, hanno subito un’aggressione verbale e fisica per mano di alcuni cittadini di origini straniere già noti alle Forze dell’Ordine. La sicurezza è una priorità per la Lega e lo stiamo dimostrando con concretezza: il Ministro Piantedosi ha infatti deciso di intensificare la presenza degli agenti sul nostro territorio, tanto che nel Dl Sicurezza è previsto l’arrivo di 31 operatori assegnati alla Questura di Perugia già nel gennaio prossimo. L’aggressione subita dai poliziotti tifernati deve indurre una riflessione seria anche sulla necessità di riformare la giustizia secondo buonsenso affinché chi ci difende venga difeso.
Coloro che rischiano le loro vite per garantire la sicurezza nelle nostre città devono avere maggiori tutele e non possono rischiare di subire processi solo perché tentano di difendersi dai malviventi. Tolleranza zero per chi non rispetta le nostre donne e uomini in divisa”.