L’edilizia umbra tiene il passo e anzi è il motore di sviluppo di una regione estremamente in sofferenza dal punto di vista economico. Il dato è emerso dall’assemblea regionale di Ance, l’associazione nazionale dei costruttori edili, ospitata presso l’auditorium Sistema Edilizia.

Dal report “Le costruzioni e lo sviluppo economico e sociale dell’Umbria”che è stato presentato, emerge come nel periodo ottobre 2023-settembre 2024, il volume delle ore lavorate nel settore delle costruzioni è cresciuto del +9,8% a Perugia e del +7% a Terni, con un aumento della massa salari rispettivamente del +12% e del +9,3%. Questo ha generato un incremento occupazionale che ha portato il numero di lavoratori mediamente attivi a superare le 13.000 unità a livello regionale e quello delle imprese a sfiorare le 2.500. Un quadro roseo, dunque, anche se preoccupano l’imminente fine del Pnrr – prevista per il 2026 – e la mancanza di manodopera (manca personale a circa il 40 percento delle imprese), oltre a una riduzione del monte salari che induce alla cautela.
“La carenza di competenze e di mano d’opera – ha affermato nella sua relazione il presidente di Ance Perugia Giacomo Calzoni – costituisce il principale ostacolo per continuare un trend virtuoso per le imprese e per lo sviluppo dei territori”. Gli fa eco il presidente regionale Morelli: “C’è ancora molto da fare per molti anni, ma questa mancanza di lavoro spesso allunga i tempi delle committenze”. Calzoni chiama a rapporto le istituzioni: ” Diventa urgente una crescita di efficienza delle amministrazioni pubbliche con le quali noi collaboriamo dando il nostro supporto, ma a fronte di crescenti rischi di tenuta economica e finanziaria delle imprese. E’ una questione che va affrontata urgentemente. Dobbiamo lavorare insieme per trovare delle risposte concrete. La sfida attuale e per il futuro non può prescindere da un confronto costruttivo e da un dialogo tra sistema delle imprese, amministrazioni pubbliche e chi ha responsabilità decisionale a livello territoriale”.
I dati del Pnrr
Grazie al Piano nazionale di ripresa e resilienza, in Umbria sono stati avviati oltre 4.200 interventi per un valore complessivo di 4,7 miliardi di euro, concentrati su cinque missioni strategiche, in particolare per la transizione ecologica, la digitalizzazione e l’ammodernamento delle infrastrutture. E l’edilizia umbra viaggia spesita sul filone della riqualificazione urbana, puntando alla valorizzazione delle aree esistenti, alla riduzione del consumo di suolo e verso una edilizia sempre più sostenibile.Le imprese umbre stanno dedicando crescente attenzione a strumenti e metodologie che promuovano la sostenibilità, come l’utilizzo del Building information modeling per una gestione più efficiente dei progetti, e l’adozione di pratiche per ridurre le emissioni di anidirde carbonica.
L’impiego di materiali green e l’attenzione all’economia circolare rappresentano ulteriori leve per innovare il settore, rispondendo alle richieste di un mercato sempre più orientato alla responsabilità ambientale.
Il futuro
Guardando al 2025, le previsioni sono ottimistime per il 37 percento delle imprese intervistate che prevedono una crescita, mentre il 50% stima una stabilità rispetto all’anno in corso. Tuttavia, il settore si trova a fronteggiare importanti sfide legate all’aumento dei costi dei materiali e alla necessità di innovare i processi