Hater anonimi contro Margherita Scoccia, lei replica: “Uscite allo scoperto”

La consigliera comunale Margherita Scoccia risponde a un hater anonimo su Instagram, denunciando l’uso dei profili fake. Scoccia chiede una rete più sicura e piattaforme responsabili per arginare l’odio online.

La ex candidata sindaco e attuale consigliera comunale di Perugia, Margherita Scoccia, ha risposto pubblicamente a un hater anonimo che da tempo critica i suoi post su Instagram utilizzando un profilo falso. «Perché non vieni fuori col tuo vero nome anziché commentare molti dei miei post trincerandoti dietro uno pseudonimo?», ha scritto Scoccia, invitando il profilo @jack221946, autore di numerosi commenti offensivi, a rivelare la sua identità. Con il suo messaggio, Scoccia denuncia il problema degli attacchi anonimi sui social media e invita chi la critica a “metterci la faccia” per aprire un dialogo costruttivo.

L’episodio si è svolto sotto un post in cui la consigliera faceva riferimento a un articolo del Corriere della Sera, che riportava una sua dichiarazione di alcune settimane fa: «San Francesco e i ‘comunisti’? Che brutto speculare sul Poverello di Assisi». Nel corso della discussione, il profilo fake – caratterizzato da una vipera come immagine e pochi follower – ha continuato a lanciare attacchi contro Scoccia, spingendola a prendere una posizione netta contro l’uso dei profili falsi. “L’uso dei social media ha trasformato radicalmente il modo in cui comunichiamo” ha spiegato la consigliera, aggiungendo che “dobbiamo riconoscere e affrontare una questione sempre più urgente: la diffusione dei profili fake e la questione dell’odio online”.

Gli hater anonimi, secondo Scoccia, alimentano un clima di odio, specialmente durante i periodi di campagna elettorale, e questa situazione diventa ancora più delicata considerata l’ampia presenza di minorenni sui social. Gli attacchi anonimi, infatti, “compromettono il dialogo costruttivo e minano anche la sicurezza e il benessere delle persone”.

Per Scoccia, è giunto il momento di promuovere una rete più civile e sicura, in cui le piattaforme digitali abbiano una responsabilità maggiore nella verifica dell’identità degli utenti e nel controllo di episodi di violenza verbale, per tutelare il dialogo pubblico e la serenità degli utenti online.

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