Nel 2024 già 39 vittime della strada in Umbria: “Subito la consulta per la mobilità attiva”

Il regolamento prevedeva un termine di 60 giorni dall’insediamento del sindaco per la costituzione e il tempo è già scaduto. La stretta di Fiab Perugia Pedala e Legambiente

Fiab Perugia Pedala e i circoli di Legambiente Perugia e Valli del Tevere chiedono al Comune di Perugia di «rendere operativa senza ulteriori indugi» la Consulta per la mobilità attiva e la sicurezza stradale, il cui avvio era stato approvato all’unanimità dal precedente consiglio comunale. Il regolamento prevedeva un termine di 60 giorni dall’insediamento del sindaco per la costituzione della Consulta, ma, come riportano le associazioni, «siamo già quindi un mese oltre la scadenza, e di quell’atto ancora non c’è traccia».

Le associazioni sottolineano che «l’istituzione della Consulta non è una gentile concessione, né un optional, ma un atto dovuto e normato», ribadendo che il termine di 60 giorni era noto agli uffici preposti sin dallo scorso febbraio. Durante la discussione del regolamento, nessun dubbio o obiezione era stato sollevato riguardo alla brevità del termine. Fiab e Legambiente comprendono che «l’insediamento di una nuova Amministrazione, soprattutto se in discontinuità con la precedente, richieda tempi di adattamento per far fronte alle diverse incombenze», ma ritengono che l’istituzione della Consulta non possa più essere rimandata.

Il pressing delle associazioni si fa più forte alla luce di dati preoccupanti: in Umbria, nei primi otto mesi dell’anno, sono state 39 le vittime della strada, con una media mensile di 4,6 decessi, rispetto ai 3,75 del 2023. L’ultimo tragico episodio è avvenuto proprio a Perugia, dove una donna è stata investita e uccisa. La situazione richiede interventi urgenti, in particolare in una città come Perugia, che, come ricordano Fiab e Legambiente, «presenta un tasso di motorizzazione fra i più alti d’Italia».

Le associazioni evidenziano che «le strade sono pensate e realizzate principalmente in funzione dell’auto, anche a discapito degli altri usi», una situazione che favorisce il mancato rispetto dei limiti di velocità e il parcheggio irregolare. Al contrario, gli spazi dedicati agli altri utenti della strada, come pedoni e ciclisti, «sono residuali e in cattive condizioni, quando non occupati abusivamente dalle auto», aumentando così i rischi e gli ostacoli per chi si muove a piedi o in bicicletta.

Per sostenere le loro preoccupazioni, le associazioni riportano un’attività di monitoraggio svolta recentemente: «Abbiamo mappato le situazioni di sosta irregolare lungo alcune strade del centro o limitrofe» e promettono di fornire un resoconto dettagliato a breve. Il messaggio finale è chiaro: senza un’azione concreta e tempestiva, la sicurezza stradale e la mobilità sostenibile rimarranno solo promesse non mantenute, con gravi conseguenze per i cittadini.

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