Corruzione nei concorsi all’Università per Stranieri: cinque a processo

I fatti, risalenti al periodo 2018-2020, vedono l'ex rettrice Grego Bolli e i docenti Spina e Di Giovine accusate di "scambio di reciproche utilità" per favorire alcuni esiti. Indagati anche la professoressa Venier e il direttore del dipartimento di scienze umane e sociali Piccini

La Procura di Perugia ha concluso le indagini su tre presunti concorsi truccati all’Università per Stranieri, svoltisi tra il 2018 e il 2020. Quattro persone sono indagate con l’accusa di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio: l’ex rettrice Giuliana Grego Bolli, le professoresse Stefania Spina e Federica Annamaria Venier, e il presidente di commissione Paolo Di Giovine. L’udienza preliminare è stata fissata per il 29 ottobre presso il Palazzo di Giustizia.

Secondo i magistrati, Grego Bolli, Spina e Di Giovine si sarebbero scambiati reciproche utilità per favorire i risultati dei concorsi, contravvenendo ai propri doveri d’ufficio. In particolare, Grego Bolli avrebbe gestito tutte le fasi della procedura per garantire a Spina l’abilitazione scientifica nazionale, ottenuta il 4 settembre 2019, e successivamente la vittoria del concorso per un posto di professore universitario di prima fascia. Allo stesso modo, Di Giovine, su richiesta di Grego Bolli, avrebbe assicurato la vittoria di un concorso per un posto di ricercatore in Glottologia a un altro candidato non indagato.

Le indagini dei pubblici ministeri Raffaele Cantone, Paolo Abbritti e Gianpaolo Mocetti si sono concentrate su tre concorsi specifici, dove i principali indagati avrebbero utilizzato le proprie posizioni per manipolare i risultati. Secondo l’accusa, Di Giovine avrebbe individuato, in accordo con Grego Bolli, i commissari compiacenti, contattandoli in anticipo e controllando ogni fase del concorso, informando preventivamente Grego Bolli dell’esito positivo per Spina.

Oltre a Grego Bolli, Spina e Di Giovine, anche il direttore del Dipartimento di Scienze umane e sociali, Daniele Piccini, è accusato di induzione indebita a dare e promettere utilità, insieme a Grego Bolli. Un’altra docente coinvolta è Federica Annamaria Venier, per la quale si ipotizza una gestione delle fasi del concorso da ricercatore in Glottologia e linguistica, favorendo la nomina di una candidata attraverso l’intervento su un presidente della commissione non indagato. Secondo i magistrati, Venier avrebbe garantito a Grego Bolli il supporto della commissione in favore di Spina per l’ottenimento dell’abilitazione scientifica nazionale.

L’udienza preliminare fissata per il 29 ottobre sarà decisiva per stabilire se ci saranno rinvii a giudizio. Le indagini della Procura di Perugia hanno evidenziato un complesso sistema di corruzione che avrebbe alterato il regolare svolgimento di concorsi universitari, con l’obiettivo di favorire alcuni candidati, a scapito del principio di trasparenza e meritocrazia che dovrebbe regolare tali procedure.

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