Oltre tremila persone hanno preso parte alla Marcia della Pace organizzata da Santa Maria degli Angeli fino ad Assisi. Tra i partecipanti si sono distinti molti studenti di scuole e università, insieme ai sindaci dei Comuni impegnati per la pace. L’evento è stato guidato da Flavio Lotti, coordinatore del Tavolo della Pace, che ha sottolineato l’importanza della manifestazione per opporsi al silenzio e all’inazione di fronte alle atrocità globali. “Prima la pace” è lo slogan scelto per l’occasione
Lotti ha evidenziato come questa marcia fosse necessaria per “rompere il silenzio” che circonda le stragi quotidiane di persone, spesso trattate e uccise in modo disumano. Ha denunciato le guerre fratricide in corso e la politica di chiusura che ostacola il salvataggio di vite in mare. Secondo il coordinatore, queste problematiche rappresentano una drammatica escalation che minaccia la dignità e la vita umana.
Durante il suo intervento, Lotti ha anche criticato la distruzione di risorse economiche impiegate nel riarmo e nelle politiche militari, fondi che potrebbero essere utilizzati per aiutare le persone in difficoltà. Ha posto l’accento sull’urgenza di destinare tali risorse alla cura delle persone abbandonate a loro stesse e in sofferenza, piuttosto che all’espansione degli arsenali militari. “Questa manifestazione era necessaria – ha continuato – perché non possiamo smettere di chiedere a tutti i responsabili della politica di fermare le stragi, la carneficina di Gaza, l’escalation in Ucraina e in Medio Oriente e le forze stanno facendo di tutto per trascinarci dentro a questo spaventoso vortice”, ha detto Lotti
L’incontro nazionale delle costruttrici e dei costruttori di pace ha dato il via alla giornata, riunendo diverse personalità politiche e civiche. Tra i presenti, Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle che ha dichiarato: “Stiamo assistendo a un deficit di politica e di diritto e quando c’è questo significa solo una cosa, il primato dell’economia, ora di guerra, e della legge del più forte”. E ancora: “A Gaza oggi siamo di fronte a un crimine di Stato, un orrore, una delle pagine più ignobili dal secondo dopoguerra ad oggi, una barbarie assoluta”. Anche Nicola Fratoianni (Av) è intervenuto, esortando i presenti a non arrendersi alla situazione attuale: “Ribelliamoci alla rassegnazione”.
Per Flavio Lotti, questa manifestazione era “necessaria per tanti motivi: perché siamo in grande pericolo, perché sentiamo il dovere di rompere l’inazione che ci circonda, per chiedere a tutti i responsabili della politica di fermare le stragi, per avviare una mobilitazione unitaria contro ogni aumento delle spese militari”. La Marcia si è svolta nella Giornata Internazionale della Pace, alla vigilia del Summit del Futuro dell’ONU, e ha segnato l’inizio di un percorso di mobilitazione lungo un anno, denominato “Immagina”.