Dopo l’accordo siglato a livello nazionale fra Alternativa Popolare e centrodestra, che coinvolgerà anche l’Umbria e le regionali, si rimescolano le carte in tavola ma gli scenari sono diversi fra Terni e Perugia.
Perché l’operazione è stata condotta, oltrechè dal presidente di Ap Paolo Alli, anche dall’onorevole Riccardo Augusto Marchetti, segretario regionale del Carroccio, umbertidese. Il tutto alla completa insaputa dei vertici ternani del centrodestra e dunque volutamente ignorando le dinamiche per esempio del consiglio comunale di Terni, che pure sono ben note, viste le intemperanze di Bandecchi arrivate sui media nazionali. La qual cosa ovviamente ha mandato in bestia (eufemismo) soprattutto Fratelli d’Italia, che ha annullato una conferenza stampa ed è andato a protestare a Roma da Donzelli, commenti negativi degli elettori sui social alla mano.
Il centrosinistra è alla finestra, per cercare di prendere i voti moderati in uscita, ma in realtà la situazione non è così semplice.
Mutismo dentro il Pd ternano, che sa di avere le sue responsabilità nella vittoria di Bandecchi a Terni, ha parlato Valentina Pococacio, ternana, candidata alle regionali per il M5S. La grillina parla di centrodestra che “umilia gli elettori accordandosi con Bandecchi” e di accordo preso “senza alcun rispetto con l’unico obiettivo di provarle tutte pur di non perdere il potere. Persino coalizzarsi con chi, fino a ieri, disprezzavano pubblicamente (…) È davvero paradossale che la destra umbra, che a Terni non fa altro che prendere le distanze da Bandecchi, ora lo accolga a braccia aperte solo per la paura di perdere. Un accordo che si basa sulla convenienza reciproca, non certo su una visione politica condivisa o su principi comuni. Potremmo dire che si tratta di un patto tra gente che, di fatto, si sputa addosso (…) La nostra regione è ormai in balia dei giochi di potere del governo centrale, un governo che non ha una visione concreta per il nostro territorio e che non si preoccupa nemmeno di ascoltare le esigenze e la voce dei propri rappresentanti sulla scena della politica regionale. Gli umbri meritano di più di queste dinamiche romane calate dall’alto, che nulla hanno a che vedere con le reali necessità della nostra terra”.
E naturalmente, rilancia la candidatura di Stefania Proietti: “Per fortuna degli umbri, Bandecchi o meno, sarà Stefania Proietti a vincere le elezioni regionali – dice – La sua esperienza come sindaca e presidente di provincia parla da sola. Una donna forte, empatica e vicina ai bisogni reali della gente. Una candidatura che nasce dal basso, voluta e sostenuta con determinazione dal Patto Avanti, frutto di un percorso condiviso con tutti i territori. La scelta giusta per un’Umbria che guarda avanti con dignità e rispetto del prossimo e non ha paura di imbarcare chiunque pur di vincere”.
A proposito della Proietti, all’assemblea degli enti locali ha ribadito le linee guida: “La sfida in Umbria la vinciamo con due fattori: se rimaniamo insieme e se stiamo vicini alle esigenze vere delle nostre comunità”.
Uno degli aspetti ancora da chiarire in vista delle prossime elezioni è l’assetto della coalizione a sostegno di Proietti. Oltre alla lista personale della candidata, sono già confermati il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, i Verdi-Sinistra e altre formazioni della sinistra. Tuttavia, resta da definire il ruolo delle forze centriste e dell’ex Terzo Polo.
Recentemente, i vertici umbri di Italia Viva, Più Europa, Socialisti Uniti per l’Umbria e altre forze riformiste hanno inviato una lettera al segretario di Azione, Giacomo Leonelli, proponendo di unire le forze per creare un’unica lista riformista a sostegno di Stefania Proietti, sottolineando l’importanza di evitare la frammentazione politica.
Anche Azione si muove e sabato, come già annunciato, presenterà Pensa l’Umbria, un’iniziativa volta a costruire un secondo polo a sostegno di Proietti. Giacomo Leonelli, sottolineando il successo del partito alle recenti elezioni comunali di Perugia, ha dichiarato che il progetto politico si è distinto per il suo carattere “innovativo, riformatore e concreto”. L’obiettivo è quello di replicare questa esperienza anche a livello regionale, dialogando con nuove forze politiche e realtà civiche.
Chissà invece cosa ne sarà di Renzi e dei renziani, che stanno perdendo pezzi dopo la svolta a sinistra: da un lato deve fare i conti con i molti dirigenti che si sono dimessi per seguire Marattin e Orizzonti Liberali. Dall’altro, deve fronteggiare il muro grillino, che in molte parti d’Italia – per ora non in Umbria – vorrebbe impedire l’ingresso dei renziani nel campo largo.