Dopo anni di attesa, parte finalmente il cantiere per la ricostruzione della Concattedrale di Santa Maria Argentea, distrutta nel terremoto del 2016. L’annuncio arriva dalla diocesi di Norcia, con un messaggio di gratitudine espresso dal vescovo Renato Boccardo, che ha sottolineato l’importanza di questo luogo per la comunità cristiana e per l’intero territorio.
La Concattedrale non è solo un simbolo architettonico, ma un punto di riferimento per la vita spirituale della città. Secondo il vescovo Boccardo, la chiesa rappresenta “un luogo dove la comunità si riunisce per la celebrazione dei sacramenti e per alimentare la propria adesione al Vangelo”. Questo la rende un elemento particolarmente importante per Norcia e le aree circostanti, rendendo la sua ricostruzione un passo cruciale verso il ritorno alla normalità.
Il costo complessivo dei lavori è di circa 7 milioni e 400 mila euro, interamente finanziato con i fondi stanziati dal sisma del 2016. Il progetto prevede un periodo di costruzione di 600 giorni, con una conclusione stimata per l’estate del 2026, a meno di imprevisti. Si tratta di un intervento complesso, che vede coinvolte diverse autorità e tecnici specializzati, tra cui il Commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini, che ha lavorato intensamente per far partire il progetto.
Il vescovo Boccardo ha espresso parole di ringraziamento nei confronti di tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo cantiere, riconoscendo il ruolo fondamentale di istituzioni e tecnici. Dopo otto anni dall’evento sismico che ha devastato il centro Italia, l’avvio dei lavori rappresenta una svolta significativa. La ricostruzione della Concattedrale di Santa Maria Argentea è vista non solo come un’opera di restauro, ma come un segno di rinascita per l’intera comunità di Norcia.
Se tutto andrà secondo i piani, i cittadini potranno rivedere la loro amata Concattedrale completata entro l’estate del 2026. La chiesa, una volta ricostruita, tornerà a essere un luogo centrale per la vita religiosa e sociale della città, oltre a rappresentare un importante simbolo di resilienza e speranza per la popolazione locale, che ha sopportato anni di difficoltà dopo il sisma.