Eolico in Umbria, Meloni rilancia: “Indicare aree non idonee e serve comitato interregionale”

L'esponente dem sottolinea come sono stati presentati sei progetti che prevedono la costruzione di 60 pale eoliche, alte tra i 180 e i 200 metri, in aree di grande valore paesaggistico e naturalistico.

Simona Meloni, capogruppo del Partito Democratico in Umbria, ha presentato una mozione in cui chiede alla Regione di intervenire tempestivamente per identificare le “aree non idonee per gli impianti eolici industriali” al fine di evitare quello che definisce “l’assalto in corso in questi mesi”. La richiesta arriva in risposta al proliferare di progetti che prevedono l’installazione di grandi pale eoliche in zone sensibili del territorio umbro, provocando “tensioni e preoccupazioni tra le comunità e i cittadini”.

“La transizione alle fonti rinnovabili è sempre più rilevante,” spiega Meloni in una nota di Palazzo Cesaroni, “soprattutto in un contesto di crisi climatica senza precedenti.” Tuttavia, la leader del PD sottolinea come l’Umbria stia attualmente affrontando un periodo di “transitorietà della normativa,” durante il quale sono stati presentati sei progetti che prevedono la costruzione di 60 pale eoliche, alte tra i 180 e i 200 metri, in aree di grande valore paesaggistico e naturalistico.

Meloni avverte che la realizzazione di questi impianti potrebbe causare un’alterazione “significativa e irreversibile del territorio,” con conseguenze come “la perdita di biodiversità, la frammentazione degli ecosistemi e la deturpazione di paesaggi unici” come i crinali montuosi dell’Appennino umbro-marchigiano. Inoltre, la questione degli “usi civici” rappresenta un ulteriore elemento di preoccupazione, in quanto molte delle aree interessate da questi progetti sono soggette a questo regime, e qualsiasi variazione d’uso senza un’ampia consultazione pubblica “sarebbe molto lesiva della trasparenza e dei diritti delle comunità locali.”

Per affrontare queste problematiche, Meloni propone una “moratoria temporanea sui nuovi progetti eolici” e una “garanzia di partecipazione attiva delle comunità locali” nei processi decisionali, attraverso incontri pubblici e consultazioni durante tutte le fasi autorizzative. La capogruppo PD evidenzia anche il ruolo fondamentale della Regione, come previsto dal decreto legislativo 2021/199, nell’identificazione delle aree idonee e non idonee per l’eolico, e sottolinea la necessità di “un piano che valorizzi le alternative energetiche con meno impatto ambientale.”

Meloni conclude proponendo la creazione di un “comitato interregionale permanente tra Umbria e Marche,” per monitorare e valutare gli impatti dei progetti eolici industriali e per garantire una gestione coordinata di questa sfida che, come afferma, “va oltre i confini regionali.”

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