Fabrizio Ferranti, consigliere della maggioranza e membro della lista civica Perugia per la Sanità Pubblica,torna a parlare della questione rifiuti ed inceneritore, rispondendo alla minoranza, le cui “molteplici posizioni” secondo lui rappresentano un punto di debolezza.
Fabrizio Ferranti ha sottolineato che “le molteplici posizioni possono essere ricondotte al concetto di dialettica del confronto”, spiegando come questo sia il fondamento della coalizione. Secondo il consigliere, il confronto costruttivo permette di esplorare diverse tesi e di arrivare a una sintesi che rafforza l’unità della maggioranza. Ferranti ha inoltre evidenziato che il loro approccio si basa sulla realpolitik e non sulla retorica.
Il dibattito all’interno della coalizione si estende anche a questioni cruciali per la città, come la gestione dei rifiuti. Il consigliere ha infatti ricordato il sostegno della maggioranza alla chiusura del ciclo dei rifiuti senza fare ricorso a inceneritori o termovalorizzatori, come già espresso dalla sindaca Vittoria Ferdinandi e dalla sua squadra. L’obiettivo è quello di promuovere un’economia circolare basata sulle tre R: Ridurre, Riusare, Riciclare.
In linea con questa visione, Ferranti ha espresso perplessità riguardo l’ipotesi di realizzare un nuovo inceneritore proposto da AURI attraverso un avviso pubblico. Ha ribadito che, nonostante alcuni vedano nei termovalorizzatori una soluzione per la produzione di energia e la riduzione degli spazi occupati dai rifiuti, occorre interrogarsi sull’effettiva utilità di tale infrastruttura in una regione come l’Umbria. La domanda centrale che pone è: “Quanto è utile nella nostra regione un termovalorizzatore?”
Ferranti ha quindi fatto riferimento a modelli alternativi, come quello della Slovenia, che ha incrementato il proprio tasso di riciclaggio dal 5% nel 2004 al 59,2% nel 2021 senza ricorrere a inceneritori. Questo, secondo il consigliere, dimostra che esistono altre vie per la gestione dei rifiuti, basate su un approccio che privilegia la raccolta differenziata e il riuso dei materiali.
La discussione sulla gestione dei rifiuti in Umbria si inserisce anche nel più ampio dibattito sull’autonomia differenziata. Ferranti ha richiamato l’attenzione sull’importanza di salvaguardare l’ambiente della regione, uno dei suoi maggiori patrimoni, e di continuare sulla strada della raccolta differenziata piuttosto che investire in un costoso termovalorizzatore che potrebbe rivelarsi superfluo.
Infine, Ferranti ha indicato alcune azioni concrete che potrebbero rafforzare l’economia circolare in Umbria, come il potenziamento della raccolta porta a porta, l’introduzione di una tariffa puntuale e l’incremento delle campagne educative nelle scuole. Questi interventi, secondo il consigliere, renderebbero poco utile un investimento in un inceneritore, permettendo invece di continuare a puntare su obiettivi ambiziosi di raccolta differenziata che possano superare il 70%, se non l’80%.