Il Comune di Perugia ha dichiarato attiva la fase di “forte disagio” per il caldo, con temperature percepite di 35 gradi il 12 luglio e di 34 gradi il 13 e 14 luglio. Questa decisione è stata presa in seguito al bollettino del Centro di competenza nazionale del Ministero della Salute, che ha segnalato condizioni meteorologiche potenzialmente pericolose per la salute della popolazione a rischio.
Misure di prevenzione per la popolazione
Il Comune invita i cittadini, soprattutto quelli a rischio, ad adottare misure preventive:
- Bere più liquidi, in particolare acqua.
- Restare in casa o in zone ombreggiate e fresche, preferibilmente con aria condizionata, tra le 11 e le 15.
- Ventilare l’abitazione e, se necessario, aumentare la ventilazione o utilizzare un condizionatore.
- Fare docce e bagni extra nelle ore più calde, o recarsi in luoghi con aria condizionata.
- Indossare abiti leggeri e di colore chiaro.
- Evitare esercizi fisici e l’esposizione al sole diretto nelle ore più calde.
- Svolgere attività all’aperto solo al mattino presto o in serata.
- Preferire pasti leggeri e conservare correttamente i cibi.
- Non sostare in automobili ferme al sole e non lasciare persone o animali nei veicoli chiusi.
Per ulteriori informazioni sui servizi disponibili in caso di necessità e sui luoghi di sollievo dal caldo, è possibile consultare il Piano comunale di gestione delle ondate di calore 2024 sul sito del Comune di Perugia.
Ordinanza sindacale sul risparmio idrico
Fino al 30 settembre, salvo revoca, è in vigore il divieto di prelievo di acqua dalla rete idrica per scopi non domestici o igienico-sanitari. L’ordinanza sindacale n. 2081 del 12 luglio dispone il divieto di utilizzo dell’acqua per irrigazione di orti e giardini, lavaggio di veicoli, cortili e strade private, riempimento di piscine e fontane ornamentali.
Il prelievo di acqua è consentito solo per usi idropotabili, sanitari, zootecnici e altre attività autorizzate che necessitano di acqua potabile. Il riempimento di piscine e l’irrigazione di strutture sportive destinati ad attività commerciali o associative è permesso solo previo accordo con il gestore del servizio idrico.
Le attività dei servizi pubblici di igiene urbana sono escluse dal divieto, ma devono adottare comportamenti utili a contenere gli sprechi. La violazione dell’ordinanza comporta sanzioni amministrative da 25 a 500 euro.