Quattro persone sono state rinviate a giudizio per commenti di odio ricevuti dall’associazione Omphalos sui social nel 2019 hanno ottenuto la messa alla prova dal tribunale di Perugia.
Il tribunale di Perugia ha concesso la messa alla prova a quattro persone accusate di aver diffuso commenti di odio contro l’associazione Omphalos sui social media nel 2019. La decisione è arrivata dopo un accordo con le parti civili, che include la firma di una lettera di scuse e il versamento di un risarcimento all’associazione Omphalos.
Tra gli insulti rivolti a Omphalos dopo un post su Facebook in occasione del Perugia Pride, si trovano frasi come “Al rogo”, “ve ce vorrebbe il fascismo almeno lo provate”, “giù di manganello”, “figli di cani froci di merda”, “merce da termovalorizzare”, “radere al suolo per il bene dei normali” e “se comandavo io eravate tutte saponette”. Questi commenti sono stati ritenuti particolarmente gravi e hanno portato Omphalos a sporgere denuncia, avviando le indagini delle forze dell’ordine.
Il pubblico ministero aveva chiesto il rinvio a giudizio per nove persone, accusandole di minacce, istigazione alla violenza, diffamazione e apologia di fascismo. Quasi tutte le persone coinvolte risiedono tra Perugia e Terni. Tra i riti alternativi e i trasferimenti in altri territori di alcuni procedimenti, quattro delle nove persone rinviate a giudizio hanno chiesto e ottenuto la messa alla prova.
La messa alla prova prevede lo svolgimento di un programma di attività obbligatorie di pubblica utilità. Per le altre persone coinvolte, i procedimenti penali continueranno.