Si dava malato per andare a caccia: segnalato un consigliere comunale

Un consigliere comunale dell'area del Trasimeno è stato segnalato all'autorità giudiziaria per truffa aggravata, falso ideologico e sfruttamento del sistema previdenziale

Cacciatori

Un consigliere comunale di un piccolo comune del Trasimeno è stato accusato di partecipare a battute di caccia al cinghiale durante giornate in cui risultava assente dal lavoro per malattia o infortunio, e persino in giornate in cui era ufficialmente in servizio.

Le indagini condotte dai carabinieri forestali hanno rivelato che il quarantenne presentava certificati medici falsi per giustificare le sue assenze, mentre in realtà era impegnato in attività venatorie. L’informativa inviata alla Procura di Perugia segnala il reato di truffa aggravata ai danni del datore di lavoro, la Trasimeno Servizi Ambiente, per le giornate in cui avrebbe timbrato il badge ma si trovava a caccia. Lo stesso reato è stato contestato nei confronti dell’Inps e dell’Inail per i giorni di assenza giustificati da certificati medici falsi.

L’indagine è iniziata dopo un controllo ordinario durante una battuta di caccia, che ha portato a una sanzione amministrativa per il consigliere comunale. Contestando la sanzione con un ricorso, sono emersi sospetti che hanno portato a ulteriori verifiche. I carabinieri forestali hanno incrociato i dati delle timbrature del badge, i certificati medici e i verbali delle battute di caccia della squadra del consigliere. È emerso che in alcuni casi l’uomo risultava contemporaneamente al lavoro e a caccia, mentre nella maggior parte dei casi le battute di caccia coincidevano con i periodi di malattia o infortunio.

L’indagine ha coperto le ultime tre stagioni venatorie, dal 2021 al 2024, con la collaborazione della Trasimeno Servizi Ambiente e dell’Ambito Territoriale di Caccia Atc Perugia 1, che hanno fornito tutta la documentazione necessaria.

Sono state esaminate anche le dichiarazioni degli altri cacciatori della squadra, sospettati di aver agevolato la truffa. Un altro cacciatore è indagato per lo stesso reato a danno del proprio datore di lavoro, che risulta parte lesa.

 

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