L’adeguamento della Regione delle tariffe per le realtà socio sanitarie è stato l’argomento di una conferenza stampa ospitata da Confcooperative. “Questa è una riforma straordinaria e molto attesa visto che le tariffe erano ferme al 2005, che pesa quindi nei bilanci della regione, ma questo porterà benefici nel nostro sistema socio sanitario regionale perché pone al centro il bene delle persone a cui sono rivolti i servizi”, ha spiegato la presidente di Regione Donatella Tesei.
“La nostra sanità ha subito una botta importante con il Covid – ha sottolineato ancora Tesei – ma ora ci sarà una sanità diversa, quella territoriale, che stiamo costruendo”
Confcooperative Umbria, attraverso il presidente regionale Carlo Di Somma, ha riconosciuto l’importanza del percorso intrapreso dalla Giunta regionale, che ha portato all’approvazione delle nuove tariffe. Questo provvedimento rappresenta un importante passo avanti per il settore della cooperazione sociale in Umbria, dimostrando l’efficacia della collaborazione tra istituzioni e cooperative. “Adesso si procederà con la firma dell’accordo che poi darà il via alle procedure di rinnovo degli accreditamenti ed alle nuove convenzioni”, ha dichiarato Di Somma.
La presidente di Confcooperative-Federsolidarietà, Roberta Veltrini, ha sottolineato l’importanza di questa decisione, evidenziando come le rette fossero rimaste invariate dal 2005. “La revisione delle rette è essenziale per garantire la sostenibilità economica delle cooperative sociali” e per continuare a offrire servizi di alta qualità alle persone che ne hanno più bisogno.
Il Segretario regionale di Confcooperative Umbria, Lorenzo Mariani, ha espresso fiducia nel futuro delle cooperative sociali grazie alla revisione delle rette, che riconosce il valore del lavoro svolto dalle cooperative nella comunità. “Confcooperative Umbria ha sempre promosso e sostenuto la cooperazione sociale, con l’obiettivo di migliorare la qualità dei servizi offerti e garantire condizioni di lavoro dignitose per i suoi associati”, spiega.
L’adeguamento delle tariffe, secondo Confcooperaative rappresenta un segnale di attenzione e responsabilità verso il capitale umano delle cooperative sociali umbre. “Questo atto permette di guardare con maggiore fiducia alla sopravvivenza delle imprese cooperative sociali e del welfare regionale. Oggi, 9500 operatori delle cooperative sociali umbre offrono servizi essenziali a famiglie e soggetti fragili, migliorando la qualità della vita di circa 100.000 cittadini umbri”, sottolinea l’associazione.
Sulla vicenda interviene anche, con una nota, Andrea Bernardoni di Legacoopsociali Umbria, il quale nell’esprimere soddisfazione per l’adeguamento delle tariffe relative ai servizi sociosanitari da parte della Regione Umbria, ha anche sollecitato i Comuni a fare la loro parte. In Umbria sono attive circa 300 cooperative sociali, che offrono servizi alla persona e supportano l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Queste cooperative impiegano complessivamente 9500 lavoratori, di cui circa 1000 sono persone con disabilità o svantaggiate.
Il valore della produzione aggregato delle cooperative sociali umbre è di circa 300 milioni di euro, e il rinnovo contrattuale comporterà un incremento del costo del lavoro di 10 milioni di euro nel 2016, 25 milioni di euro nel 2025 e 30 milioni nel 2026.
Bernardoni ha sottolineato che “il 90% dei ricavi delle cooperative sociali umbre proviene da contratti con amministrazioni pubbliche”, come Asl, Comuni, scuole e altri enti territoriali. Pertanto, solo con un tempestivo adeguamento dei contratti da parte delle amministrazioni pubbliche sarà possibile garantire l’incremento delle retribuzioni ai lavoratori.
L’approvazione della DGR da parte della Giunta regionale, che definisce le nuove tariffe per i servizi sociosanitari, è un passo fondamentale. Questo atto adegua le tariffe tenendo conto del maggiore costo del lavoro derivante dal rinnovo del CCNL della Cooperazione sociale e conclude un percorso di riforma dei servizi sociosanitari avviato all’inizio della legislatura.
Negli ultimi anni, la Regione Umbria ha approvato due leggi regionali significative: una sull’amministrazione condivisa nel 2023 e un’altra sulla qualità del lavoro nei servizi alla persona nel 2024. “Il rinnovo del contratto della cooperazione sociale ha permesso ai lavoratori di recuperare potere d’acquisto”, ma ha anche generato un incremento di costo significativo per le imprese.