“Per aspera ad Astra”, detenuti in scena al carcere di Capanne

Lo spettacolo, diretto da Vittoria Corallo, è parte di un progetto nazionale. Una produzione del Teatro Stabile dell’Umbria con il sostegno di Fondazione Perugia

Giovedì 9 maggio 2024, la Casa Circondariale di Capanne a Perugia è stata teatro di un evento straordinario che ha visto protagonisti alcuni detenuti insieme a studenti del liceo artistico Di Betto e del Laboratorio Teatrale Universitario dell’Università degli Studi di Perugia. Lo spettacolo, intitolato “La popola del futuro ama”, è una produzione del Teatro Stabile dell’Umbria, diretto dalla regista Vittoria Corallo e sostenuto dalla Fondazione Perugia.

La rappresentazione si inserisce nel progetto “Per Aspera Ad Astra – riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza”, promosso da Acri, l’associazione delle Fondazioni delle Cassa di Risparmio italiane, che dal 2018 coinvolge detenuti in attività culturali e formative legate al mondo del teatro. Tra il pubblico c’erano Antonella Grella, direttrice della Casa Circondariale di Capanne, Stefano Salerno del Teatro Stabile dell’Umbria, e Fabrizio Stazi, Direttore generale di Fondazione Perugia, oltre a numerosi membri dello staff, detenuti e agenti penitenziari.

Descritto dalla regista Vittoria Corallo, lo spettacolo nasce da una serie di letture e discussioni animate del libro “Tutto sull’amore”. “È un gioco senza regolamento, dove protagonisti si confrontano con compiti che li portano verso una nuova consapevolezza dell’amore, cercando di liberarlo dagli abusi e dalle interpretazioni pericolose,” spiega Corallo. Il format dello spettacolo mira a stimolare una riflessione profonda sugli stereotipi di genere e sui ruoli sociali attraverso l’interazione tra diverse figure simboliche.

Dopo il successo a Capanne, lo spettacolo sarà replicato gratuitamente al Teatro Morlacchi di Perugia il 13 maggio, dove i biglietti sono già esauriti, segno dell’interesse crescente verso questa iniziativa. “Per Aspera Ad Astra” è attualmente attivo in 15 carceri italiane e continua a espandersi, offrendo percorsi di formazione professionale che abbracciano diversi aspetti della produzione teatrale.

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