Violenza domestica a Perugia. Ne dà notizia Il Messaggero Umbria, parlando di una sentenza di un anno e quattro mesi di reclusione per un uomo di 48 anni, ritenuto colpevole di aver maltrattato la moglie, una donna di 25 anni originaria della Nigeria, e il loro figlio piccolo, esposto per anni alle violente sfuriate del padre. La decisione è stata presa dal Gip Elisabetta Massini.
La narrazione è quella di un quadro drammatico, con l’uomo che arriva a picchiare la moglie per motivi banali, come il mancato lavaggio dei piatti, e la minaccia di morte con frasi di una crudeltà inaudita: “Ti ammazzo, ti taglio a pezzetti come fanno in Sicilia, ti metto dentro un sacco e nessuno ti troverà”, sono solo alcuni degli insulti e delle minacce proferite.
Grazie al coraggio della donna, che si è rivolta ai Servizi sociali di Villa Pitignano e successivamente al Centro antiviolenza Catia Doriana Bellini di Perugia, è stato possibile allontanarla dal marito e garantirle protezione in una struttura protetta. La donna, infatti, prima della sentenza, aveva già ottenuto un ordine di divieto di avvicinamento nei confronti del marito, equipaggiato con un braccialetto elettronico. Ma non è bastato.
La coppia, che si era conosciuta su un sito internet mentre la donna si trovava in un centro di prima accoglienza dopo essere fuggita dalla Nigeria, ha vissuto un rapporto segnato da un iniziale affetto trasformatosi rapidamente in terrore. Le prove presentate in tribunale, comprese le registrazioni audio delle minacce e le foto dei piatti sporchi usate dall’imputato per giustificare le sue azioni, non hanno scalfito la decisione del giudice, che ha anche ordinato all’uomo il pagamento di una provvisionale di 25mila euro per la moglie e di 10mila euro per il figlio.