Calendario venatorio, Lega: “Perplessità su cinghiale e mancanza di giornate aggiuntive”

I consiglieri hanno proposto di anticipare l'apertura della caccia al cinghiale al sabato, preferibilmente alla domenica, per evitare di costringere i cacciatori a prendere giorni di ferie.

Cacciatori

I consiglieri regionali della Lega, Manuela Puletti, Valerio Mancini e Marco Castellari, hanno espresso preoccupazioni in seguito alla diffusione della bozza del Calendario venatorio da parte della Regione Umbria, che prevede l’inizio della preapertura al 1° settembre, l’apertura generale il 15 settembre e la stagione di caccia al cinghiale dal 17 ottobre al 16 gennaio. “Apprendiamo dalle associazioni i contenuti della bozza del Calendario venatorio diffusa dalla Regione. L’auspicio è che si possa lavorare per migliorarne i contenuti”, hanno dichiarato i consiglieri dopo aver analizzato le proposte.

Ritenendo la bozza “poco audace” e simile ai calendari degli anni precedenti, Puletti, Mancini e Castellari hanno sollevato due questioni principali: l’apertura della caccia al cinghiale in giorni infrasettimanali e la mancanza di giornate aggiuntive per la caccia alla migratoria. “Esprimiamo forti perplessità su due fronti: sull’apertura della caccia al cinghiale di giovedì e sull’attuale mancanza delle giornate aggiuntive per la migratoria”, hanno enfatizzato, sottolineando l’importanza di aumentare gli abbattimenti di cinghiali per contrastare i problemi legati alla loro eccessiva presenza.

I consiglieri hanno proposto di anticipare l’apertura della caccia al cinghiale al sabato, preferibilmente alla domenica, per evitare di costringere i cacciatori a prendere giorni di ferie. Inoltre, hanno espresso perplessità riguardo all’assenza di giornate aggiuntive per la caccia alla migratoria, chiedendosi le motivazioni di tale scelta.

La Lega ha anche ribadito la richiesta di una preapertura più coraggiosa, includendo specie in deroga, in seguito alla sentenza favorevole alla Liguria dal Consiglio di Stato. “Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, che dà ragione alla Liguria e obbliga Ispra a concedere almeno piccole quantità di specie in deroga dietro richiesta, la gestione della preapertura diventa solo una volontà politica”, hanno sottolineato, proponendo l’inserimento di specie come la tortora dal collare, lo storno, il piccione e il fringuello nei periodi consentiti.

Inoltre, i consiglieri si sono interrogati sul carniere delle tortore per l’anno in corso e sulla possibilità di aggiornare studi e monitoraggi per aumentarlo. “Ci chiediamo infine quale sia il carniere delle tortore quest’anno. E se dunque siano stati aggiornati studi e monitoraggi, affinché possa essere aumentato”, hanno concluso, evidenziando l’importanza di tenere in considerazione le osservazioni delle associazioni venatorie per arrivare a una soluzione che soddisfi le esigenze dei cacciatori umbri.

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