Il custode del Sacro Convento di San Francesco in Assisi, fra Marco Moroni, ha colto l’occasione del videomessaggio pasquale per rivolgere un appello vibrante alla pace mondiale, con un’attenzione particolare rivolta all’Ucraina e alla Terra Santa. Questo gesto assume una risonanza particolare in un periodo dell’anno di profonda significatività spirituale, riflettendo i valori universali di riconciliazione e unità che la Pasqua simboleggia per i cristiani di tutto il mondo.
“È ora che ognuno – da una parte o dall’altra, in ogni conflitto che ancora insanguina il mondo, compia il gesto più onorevole, coraggioso e audace: fermarsi,” sottolinea fra Marco nel suo messaggio, invocando un’azione collettiva verso la pace. Queste parole non solo evocano un sentimento di speranza ma anche un profondo richiamo alla responsabilità individuale e collettiva di vedere oltre le divisioni, riconoscendo nell’altro un fratello o una sorella.
Il religioso rimarca come, nel contesto storico e sociale attuale, caratterizzato da tensioni e conflitti, la celebrazione della Pasqua acquisisca un significato ancora più profondo. “Nel contesto storico e sociale in cui i cristiani si stanno preparando a celebrare la festa più importante dell’anno, risuonano le parole con cui Gesù Risorto si presenta ai discepoli mostrando le ferite, ‘Pace a voi’,” ricorda fra Moroni. Questa pace, che è stata al centro del messaggio di Gesù e successivamente di san Francesco d’Assisi, rappresenta oggi più che mai un faro di luce nella nebbia dei disaccordi e delle ostilità.
San Francesco, a otto secoli dall’impressione delle stimmate di Cristo sulla sua carne, continua a ispirare come modello di pace e perdono. “Ancora oggi, Francesco continua ad essere un modello, un ispiratore e una guida per ogni uomo e donna operatori di pace,” sottolinea.