La regione Umbria sta affrontando una sfida cruciale per migliorare l’efficienza energetica dei propri edifici, molti dei quali obsoleti e dispendiosi in termini di consumi. La direttiva “Case Green”, approvata dal Parlamento Europeo il 12 marzo 2024 dopo estese trattative, si profila come un’opportunità vitale per questo cambiamento. Secondo la Fillea Cgil dell’Umbria, tale normativa “può favorire pratiche più sostenibili e rispettose dell’ambiente“, in armonia con gli obiettivi dell’accordo di Parigi sul clima e il pacchetto UE “Pronti per il 55%”.
Elisabetta Masciarri, segretaria generale della Fillea Cgil dell’Umbria, ha chiarito l’importanza di questa direttiva, dichiarando: “La direttiva mira a ottenere edifici privati a emissioni zero entro il 2030, prevedendo un graduale miglioramento del patrimonio esistente con l’obiettivo di portare gli immobili dalle classi energetiche F e G alla classe D”. Questa trasformazione si rivela indispensabile in una regione dove l’Indice di Prestazione Energetica Globale medio si attesta in modo preoccupante nelle classi F (22,4%) e G (29,4%), segno di un’efficienza energetica ben al di sotto degli standard desiderati.
Per Masciarri, affrontare questa problematica significa andare oltre la semplice applicazione della direttiva. È necessario “integrarla con politiche industriali efficaci che supportino le imprese del settore e promuovano investimenti in innovazione e sostenibilità”. Nonostante il Superbonus e altri incentivi abbiano portato all’efficientamento energetico di circa il 3% degli edifici umbri, molto resta ancora da fare. “Per questo”, aggiunge Masciarri, “riteniamo necessaria una politica lungimirante che faciliti gli investimenti in efficienza energetica”, promuovendo soluzioni accessibili per le periferie e per i cittadini a basso reddito.
“Una politica che sensibilizzi i proprietari attuali e futuri sulla necessità di rendere meno energivore le proprie abitazioni” è considerata cruciale per la Fillea Cgil. L’organizzazione suggerisce che un approccio industriale “organico” potrebbe servire da catalizzatore per il settore, “fornendo la necessaria stabilità” e incidendo positivamente su legalità, salute e sicurezza nel lavoro.
In conclusione, Masciarri sottolinea la necessità di un “confronto costruttivo tra il Governo, le Parti Sociali e i professionisti del settore” per elaborare il Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici da presentare all’Unione Europea entro la fine del 2025, un orizzonte temporale non così lontano quanto potrebbe sembrare.