La comunità di Città di Castello si stringe nel dolore per la perdita di Ferdinando Tascini, deceduto all’età di 101 anni, compiuti lo scorso 28 dicembre personaggio che ha lasciato un segno indelebile nella memoria collettiva. Il Comune ha espresso il proprio cordoglio, ricordando Tascini come una figura emblematica, non solo per il suo ruolo storico ma anche per i valori umani che ha sempre rappresentato.
Ferdinando Tascini, un uomo che ha attraversato il Novecento italiano facendo della propria vita un esempio di dedizione alla comunità e di impegno civile. Notato per la sua partecipazione a momenti storici cruciali del Paese, Tascini è stato soprattutto un cittadino esemplare, profondamente radicato nei valori di rispetto, lavoro e famiglia.
Il suo nome è indissolubilmente legato alla figura di Benito Mussolini, essendo stato uno degli ultimi a custodire il “Duce” durante la sua prigionia a Campo Imperatore sul Gran Sasso. Tuttavia, il Comune sottolinea come la vita di Tascini non si sia limitata a questo episodio, ma sia stata ricca di significati ben più ampi: un’esistenza dedicata alla comunità, testimoniata dall’impegno costante e dal rispetto per gli altri.
La cerimonia funebre, svoltasi sabato 16 marzo alle 15.30 nella chiesa degli Zoccolanti, è stata un momento per rendere omaggio a un uomo che, con la sua lunga vita, ha saputo essere testimone di trasformazioni epocali, mantenendo sempre vivi i principi di lealtà e appartenenza.
Il sindaco Secondi ha voluto ricordare Tascini non solo per i suoi meriti storici ma anche e soprattutto per il suo contributo alla vita comunitaria. Le parole del primo cittadino riecheggiano il sentimento di una comunità intera: Tascini è stato un modello di vita, i cui valori e ideali si intendono tramandare alle nuove generazioni.