Bastia, abbandona rifiuti in un campo: condannato a 2 mesi di reclusione

L'uomo si era difesa accusando il Comune di aver trasformato l'area in questione in una discarica abusiva

In una vicenda che ha suscitato notevole attenzione, un cittadino di Bastia Umbra è stato condannato a due mesi di reclusione dopo essere stato colto in flagrante mentre abbandonava rifiuti in un’area che era diventata una sorta di discarica a cielo aperto.

Il proprietario del terreno, nonché imputato in questa vicenda, aveva difeso la sua posizione sostenendo che l’area, seppur ridotta, era utilizzata come discarica almeno dal 2018, accusando il Comune di Bastia Umbra di essere a conoscenza della situazione e di aver contribuito alla perpetuazione di questa cattiva abitudine con la sua negligenza. L’imputato aveva evidenziato che il suo gesto, consistente nell’abbandono di soli tre sacconi di immondizia, era stato influenzato da una “cattiva abitudine consolidata” a causa dell’inazione comunale.

Tuttavia, il Comune di Bastia Umbra ha dimostrato la sua attività nell’affrontare il problema, installando delle foto-trappole nell’area per identificare e perseguire chiunque fosse responsabile dell’abbandono dei rifiuti. Questa misura ha consentito un intervento rapido e efficace, culminando nella condanna dell’imputato.

Difeso dall’avvocato Delfo Berretti, l’imputato ha tentato di ribaltare la situazione appellandosi alla Corte di Cassazione, sostenendo la nullità dell’ordinanza sindacale e cercando di attribuire una condivisa responsabilità al Comune per la situazione dell’area. Tuttavia, la Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la condanna a due mesi di reclusione e imponendo all’imputato il pagamento delle spese processuali e un versamento di 3mila euro alla Cassa delle ammende.

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