Accessi illegali a banche dati, Cantone: “Violazioni enormi, servono 50.000 capi di imputazione”

Il procuratore di Perugia in audizione davanti alla commissione antimafia: "Preoccupante l'aver scaricato 33.000 file dal Serpico dell'Agenzia delle Entrate. Che fine hanno fatto?"

Durante l’audizione presso la commissione parlamentare Antimafia per il caso degli accessi abusivi alle banche dati, il Procuratore capo di Perugia, Raffaele Cantone, ha rivelato che il “mercato delle SOS” continua a operare attivamente. Cantone ha dichiarato che sarebbero stati necessari ben 50.000 capi di imputazione per coprire tutti gli accessi effettuati nel contesto delle segnalazioni di operazioni bancarie sospette.

“Abbiamo una prova clamorosa”, afferma Cantone, “4124 SOS, 1531 persone spiate, 74 persone giuridiche e 1123 individui monitorati attraverso il sistema Serpico dell’Agenzia delle Entrate. 33.528 file scaricati da banche dati DNA e 10.000 accessi: numeri mostruosi che potrebbero rivelarsi utili anche a Servizi Stranieri.” Gli accessi sono più degli 800 di cui si è parlato e scritto nei giorni scorsi, leggendo anche i nomi di politici, vip, sportivi e personaggi dell’industria e del mondo scientifico.

Il Procuratore ha evidenziato la continua attività illecita nel mercato delle segnalazioni di operazioni sospette, sottolineando un caso specifico di vendita sotto banco di tali informazioni. L’indagine correlata è stata trasferita alla procura di Roma.

Cantone ha anche affrontato la questione delle fughe di notizie, rilevando che questa è la seconda volta che l’inchiesta diventa pubblica. “Ancora non sappiamo chi e come ha divulgato queste informazioni, danneggiando l’indagine”, ha dichiarato il Procuratore.

Il focus principale rimane il sottotenente Pasquale Striano, capo di un pool coinvolto nell’inchiesta. Cantone ha precisato che al momento non emergono elementi che suggeriscano fini economici legati all’attività di Striano, nonostante un dettagliato esame del suo conto corrente e di quelli dei suoi familiari.

Cantone ha risposto alle critiche sulla solidità dell’inchiesta, sottolineando che coloro che “parlano di bolle di sapone ne risponderanno nelle sedi giuste”. Ha richiamato l’attenzione sull’importanza di strumenti e infrastrutture telematiche giudiziarie, considerando il contesto di transizione verso il processo telematico.

Una risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Domani si vota ancora dalle 7 alle 15. Subito dopo comincerà lo spoglio delle schede...
Oltre 370mila pellegrini nella Basilica di San Francesco per l’ostensione, tra spiritualità, partecipazione e comunicazione...
Scontro tra moto e bicicletta sulla SP 201 nel comune di Pietralunga: un morto e...

Altre notizie