Suicidio assistito, Santi vince il ricorso: Asl in ritardo sulle procedure

Il Gip dispone indagini per motivare il ritardo sull'accesso alla procedura, che è garantita da una sentenza della Corte Costituzionale. Felice la giornalista perugina

Il Tribunale di Perugia, su decisione della giudice per le indagini preliminari Natalia Giubilei, ha respinto la proposta di archiviazione del pubblico ministero riguardante una denuncia fatta dalla giornalista Laura Santi, rappresentata legalmente da Filomena Gallo e Francesca Re, riguardo a presunti ritardi e omissioni da parte dell’ente sanitario locale e del comitato etico. Santi, che da tempo è affetta da sclerosi multipla, è in cerca di accesso alla morte assistita come previsto dalla sentenza costituzionale n. 242 del 2019, ma sin qui si era vista ignorare le sue richieste fino a inviare diffide che hanno finalmente portato alla verifica delle sue condizioni a dicembre 2022, ricevendo però una relazione medica incompleta.

Gallo e Re, attive nell’Associazione Luca Coscioni, hanno espresso soddisfazione per l’ordinanza che ha evidenziato la mancanza di volontà del Comitato etico regionale (CER) nel fornire un parere necessario, rimarcando come solo l’intervento giudiziario abbia sbloccato la situazione. L’accusa punta a una deliberata inerzia da parte del CER, che ha omesso di aggiornare la propria composizione impedendo di fatto la procedura per l’accesso alla morte assistita.

Laura Santi ha manifestato il suo apprezzamento per l’esito, sottolineando l’importanza che le amministrazioni pubbliche rispettino i diritti dei cittadini malati, senza indugiare o negare servizi dovuti. L’episodio riflette l’urgenza di normative chiare che regolamentino l’accesso alla morte medicalmente assistita, evitando disparità e ritardi ingiustificati.

L’Associazione Luca Coscioni, attraverso le parole di Gallo, ha evidenziato la criticità della situazione perugina come esempio dei problemi legati all’accesso alla morte assistita in Italia. La necessità di una legge che fissi tempi certi per tale procedura è stata ribadita, per garantire equità e dignità a tutti i cittadini, in linea con la Proposta di Legge Regionale di iniziativa popolare promossa dall’associazione.

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