“Orgoglio Coldiretti”, l’associazione ha discusso a Perugia sulle risposte alla crisi dell’agricoltura

A Perugia 1000 agricoltori a confronto su filiere, PAC, CSR, credito e fiscalità. Presentato il Piano di Misure della Coldiretti per il settore. Agabiti: "Necessario essere pronti per le nuove sfide"

La crisi dei prezzi e le sfide dell’Unione Europea per l’agricoltura nazionale hanno spinto Coldiretti Umbria ad organizzare gli incontri territoriali “Orgoglio Coldiretti” in tutta la regione. A Perugia, la prima tappa ha visto la partecipazione di circa 1000 agricoltori, mentre le prossime tappe sono previste a Terni il 19 febbraio e ad Orvieto il 23 febbraio. Questi incontri rappresentano un’opportunità per discutere dei risultati ottenuti fino ad ora e affrontare le sfide future.

La Coldiretti ha predisposto un Piano di misure, presentate al Governo, per continuare a dare risposte: si va dal ripristino dell’esenzione Irpef agli aiuti per le filiere in crisi fino alla moratoria sui debiti.

L’aumento dei tassi di interesse, i costi di produzione in crescita con le guerre, l’inflazione che riduce il potere di acquisto e le conseguenze di alcune scelte sbagliate dell’Unione Europea – ha ricordato il presidente regionale Agabiti – stanno determinando situazioni di difficoltà in numerose aziende. A livello nazionale sono necessari alcuni interventi che rispondano innanzitutto alla difesa del reddito delle aziende agricole. Come richiesto nei mesi scorsi – ha aggiunto Agabiti – è importante il ripristino dell’esenzione Irpef agricola e lo sgravio contributivo per le nuove imprese agricole aperte da giovani. Importante l’annuncio dell’inserimento nel Milleproroghe della proroga dell’entrata in vigore dell’obbligo di assicurazione per i mezzi agricoli, come richiesto da Coldiretti. Ma serve lo stop anche alle vendite sotto i costi di produzione e più controlli contro le pratiche sleali.

Sulle emergenze agricole è necessario il decreto attuativo con un primo stanziamento per le filiere in crisi, e sulle assicurazioni agevolate bisogna procedere a pagamenti immediati per le annualità 2022 e 2023. In Europa, serve semplificare la possibilità per gli Stati membri di erogare un aiuto diretto a diminuire i costi delle imprese o indennizzare i danni subiti nelle emergenze e nelle crisi. Allo stesso tempo si propone di poter aumentare i fondi per gli aiuti diretti Pac in modo da compensare l’inflazione non conteggiata oggi. Per attutire l’effetto dell’aumento dei tassi di interesse bancari, combinato con l’inflazione e l’incremento dei costi di produzione, è poi necessaria una moratoria dei debiti delle imprese agricole a livello europeo. La Coldiretti – ha proseguito Agabiti – chiede anche la cancellazione definitiva delle regole europee che impongono di lasciare terreni incolti. Occorre poi dire basta alla concorrenza sleale dei Paesi terzi ed introdurre con decisione il principio di reciprocità per fare in modo che tutti i prodotti che entrano nell’Unione rispettino gli stessi standard dal punto di vista ambientale, sanitario e delle norme sul lavoro previsti nel mercato interno. E va allargato il fronte del no al cibo artificiale.

Per produrre cibo sano e di qualità serve poi – ha aggiunto Anna Chiacchierini, Presidente Coldiretti Perugia – una giusta remunerazione, un giusto reddito per gli agricoltori. Sostenere gli accordi di filiera serve proprio a costruire mercati più equi, con una più giusta distribuzione del valore. Da questo punto di vista è fondamentale legare la nuova Pac ad un rafforzamento della direttiva Utp contro le pratiche sleali. Per un vero sviluppo rurale servono regole semplici. Con la stessa logica – ha ricordato tra l’altro Chiacchierini – servono risorse per favorire la ricerca agricola, ad esempio sullo strumento delle Tea, la nuova genetica green. L’Unione europea deve lanciare una grande campagna di sostegno all’agricoltura di precisione con meccanismi di aiuto efficaci e semplici. Allo stesso tempo va sbloccata l’autorizzazione per il pieno utilizzo del biodigestato come fertilizzante naturale alternativo a prodotti di sintesi. A livello nazionale per garantire la disponibilità di terreni fertili occorre anche fermare il fotovoltaico a terra con un decreto immediato del Ministero dell’Ambiente sulle aree idonee per fermare le speculazioni. Anche sulla fauna selvatica bisogna fare di più riducendo la pressione dei cinghiali sulle colture, dando la possibilità agli agricoltori di difendere le terre. Sul lavoro agricolo Coldiretti chiede di contenere i costi indiretti e ridurre la burocrazia in linea con i nostri competitor.

Tra i diversi temi locali, focus sulle filiere messe in campo e da creare, dell’olio, del tartufo e quella zootecnica, ma anche su CSR e PAC, credito, fiscalità. Ad emergere – spiega Mario Rossi, Direttore Coldiretti Umbria

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