Fondo anti-desertificazione dei negozi, Umbria meglio della media nazionale

I comuni della regione fra i maggiori beneficiari della misura: soldi ad esercenti di Giove, Montecchio, Ferentillo, Penna in Teverina, Lisciano Niccone, Gualdo Cattaneo e Todi

Quasi un quarto delle agevolazioni finanziarie destinate a livello regionale alla promozione dell’economia locale è stato ottenuto da imprenditori umbri. Questo dato risulta superiore alla media nazionale, dove, nei primi tre anni dalla sua istituzione, solo una minima parte dei comuni ha beneficiato di tali incentivi. Lo dice il Centro Studi Enti Locali analizzando il “Fondo destinato alla promozione dell’economia locale dei comuni con popolazione fino a 20.000 abitanti”, un’iniziativa del governo lanciata nel 2019 per incentivare la riapertura di attività commerciali chiuse da almeno sei mesi o l’ampliamento di quelle già esistenti nei piccoli comuni.

La misura prevede che i comuni eroghino contributi basati sull’ammontare dei tributi comunali pagati dall’esercente nell’anno precedente alla richiesta. Questi contributi, erogati per l’anno di ampliamento o riapertura e per i tre anni successivi, vengono poi rimborsati dal Ministero dell’Interno previa rendicontazione annuale.

A livello nazionale, in tre anni, solo 73 comuni hanno visto i propri commercianti e artigiani beneficiare di questi contributi anti-desertificazione commerciale previsti dal decreto Rilancio, un numero esiguo rispetto al totale. L’Umbria si distingue in questo contesto: sette comuni della regione hanno distribuito 231.178 euro su un totale nazionale di 937.788 euro. Questi comuni si dividono tra le province di Perugia e Terni.

I fondi per questa iniziativa hanno visto un incremento progressivo: partendo da 5 milioni di euro nel 2020, si prevedeva un aumento a 10 milioni nel 2021, 13 milioni nel 2022, e fino a 20 milioni a partire dal 2023.

Tra i comuni umbri che hanno distribuito queste risorse, Giove ha assegnato 60.013 euro, Montecchio 54.590 euro, Ferentillo 51.036,53 euro, e altri comuni come Penna in Teverina, Lisciano Niccone, Gualdo Cattaneo e Todi hanno contribuito con somme variabili.

A livello regionale, però, le cifre effettivamente assegnate sono risultate molto inferiori alle previsioni. In tre anni, l’ammontare totale non ha raggiunto neanche il milione di euro, distribuendosi in 458.089 euro nel 2020, 409.020 euro nel 2021 e 70.680 euro nel 2022. La crisi pandemica che ha colpito i negozi è indicata dal Centro Studi come uno dei motivi principali di questa scarsa erogazione.

Analizzando i dati, Giove (Terni) si pone in testa alla classifica comunale con oltre 60mila euro distribuiti, seguito da Benedutti (provincia di Sassari) e Montecchio (Terni). A livello regionale, l’Umbria si è distinta per l’efficacia nell’utilizzo della misura, seguita da Piemonte, Trentino Alto Adige e Lombardia. Lazio e Abruzzo non hanno invece raggiunto risultati significativi in questa iniziativa.

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