Il gruppo “Sciogliamo il Nodo” ha fatto un passo decisivo per la sicurezza stradale, inviando una segnalazione formale a diversi enti, tra cui ANAS, la Regione Umbria, il Comune di Perugia, e per conoscenza anche alla Polizia Stradale e alla Procura di Perugia. L’oggetto della segnalazione riguarda le condizioni precarie del tratto della E45 tra Collestrada e Ponte San Giovanni e del viadotto “Volumni” sul raccordo Perugia – Bettolle.
Il coordinamento ha evidenziato specifiche carenze, come l’assenza di segnalazioni adeguate per il traffico, sia verticali che orizzontali, specialmente prima della rampa di collegamento tra l’E45 e il raccordo Perugia-Bettolle. Inoltre, ha sottolineato l’inadeguatezza delle protezioni laterali, come i guardrail lungo il percorso, e in particolare sul Viadotto “Volumni”. Questa preoccupazione è stata rafforzata dalla recente tragedia avvenuta a Mestre, che dimostra l’importanza di garantire la sicurezza su tutti i viadotti.
Il gruppo ha raccomandato agli enti competenti di adottare misure per promuovere una mobilità equa e sostenibile, con particolare enfasi sugli incentivi e interventi a favore del trasporto pubblico.
Nella segnalazione si chiede: “di adoperarsi al fine di uniformare questi tratti agli standard attuali di efficienza e sicurezza, predisponendo adeguate segnaletiche
orizzontali e verticali illuminate ben prima della deviazione su Perugia onde permettere una canalizzazione corretta (molto prima di vedere l’uscita) e nel contempo adeguare le protezioni ed i guardrail, ponendo in opera anche barriere antirumore nei tratti abitati. Molti di questi interventi di adeguamento della tratta, realizzabili entro breve e con costi sicuramente ridotti, erano stati addirittura dichiarati già finanziati da ANAS nel 2018”.
E proseguono: “Crediamo che operare comunque da subito con la massima urgenza su tutte le direzioni atte a limitare il traffico su gomma (insomma sul trasporto pubblico e sulla mobilità alternativa sostenibile, anche con adeguate risorse che incentivino il cittadino all’uso del mezzo pubblico), sarebbe la via giusta per un futuro di progresso equo e sostenibile”.
Parallelamente, l’associazione “Italia Nostra” ha intrapreso azioni legali contro il decreto del Ministero dell’Ambiente, che aveva espresso un parere favorevole sul progetto del “Nodino”, nonostante le verifiche di attuazione e il rispetto delle prescrizioni in sede di progettazione esecutiva siano ancora da definire.