Insulti omofobi sui social durante il Perugia Pride, in otto a processo

L'accusa sostiene che gli imputati avrebbero istigato alla persecuzione basata sul genere sessuale, minacciando gravemente l'associazione Omphalos Aps, che era coinvolta nell'organizzazione dell'evento.

Si è inaugurato oggi il processo presso il Tribunale Penale di Perugia, che vede otto individui imputati per una serie di reati gravi, tra cui diffamazione, ingiurie, minacce, e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Secondo l’accusa, gli otto imputati avrebbero commesso tali reati attraverso commenti pubblicati su Facebook in risposta a servizi giornalistici relativi al “Pride Parade 2019”.

L’accusa sostiene che gli imputati avrebbero istigato alla persecuzione basata sul genere sessuale, minacciando gravemente l’associazione Omphalos Aps, che era coinvolta nell’organizzazione dell’evento. Tra i commenti citati nell’atto d’accusa figurano espressioni come “Al rogo”, “Ve ce vorrebbe fascismo almeno lo provate”, “Falli arduna tutti e poi giù de manganello” e “Spalle al muro”. Questi commenti avrebbero rappresentato una grave minaccia per gli organizzatori dell’evento e avrebbero pubblicamente esaltato metodi fascisti, secondo l’accusa.

L’associazione Omphalos si è costituita parte civile nel processo, così come la Rete Lenford per i diritti Lgbt.

Tra le accuse contestate vi è la lesione della reputazione dell’associazione Omphalos, dei suoi membri e dei partecipanti al Perugia Pride. Questo fatto è stato aggravato dalla diffusione delle offese tramite la rete internet. Alcuni dei commenti incriminati includono frasi come “Vi ci vorrebbero davvero 3 mesi di fascismo, vedrete che tutte ste caz… che dite e fate finirebbero, banda di vigliacchi ca…sotto”, insulti che sarebbero proseguiti con dichiarazioni come “Fate schifo in… a casa vostra portatori di perversione siete merce da termovalorizzatore”, e “se comandavo io eravate tutti saponette”. Il processo continuerà con l’audizione dei testimoni e degli investigatori incaricati di identificare gli autori dei commenti.

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