Il gruppo industriale Saxa Gres, con sede ad Anagni e noto per aver acquisito in passato lo stabilimento ex Tagina di Gualdo Tadino, ha delineato un piano di rilancio, presentato ieri a Roma al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Tra i principali punti del piano, figura l’incorporazione di un nuovo partner entro i prossimi tre mesi e il riavvio delle operazioni del forno entro la metà del 2024. A questa riunione hanno partecipato personalità di spicco come l’azionista principale di Saxa Gres, Francesco Borgomeo, la sottosegretaria Fausta Bergamotto, gli assessori regionali Michele Fioroni e Roberta Angelilli, rappresentanti dei sindacati e di Unindustria.
Il fulcro del piano di rilancio consiste nell’acquisizione di un nuovo socio, con voci che suggeriscono l’interesse di un investitore americano. Borgomeo ha illustrato il processo di trasformazione di tre stabilimenti nell’ambito dell’economia circolare: l’ex stabilimento Marazzi di Anagni (ora Saxa Gres), l’ex Ideal Standard di Roccasecca (ora Grestone), e l’ex Tagina, quest’ultimo fermo da più di un anno. Borgomeo ha enfatizzato la resilienza del gruppo nonostante le sfide portate dal COVID-19 e dalle fluttuazioni del mercato del gas, sottolineando come non sia stato perso nessun posto di lavoro e come siano stati investiti oltre 130 milioni di euro di capitale privato, contro i 3 milioni di fondi pubblici.
Guardando al futuro, il piano include il completamento degli investimenti a Roccasecca entro il 2024 e la ripresa delle attività produttive entro l’estate dello stesso anno. Anche lo stabilimento di Gualdo Tadino vedrà la riattivazione del suo forno nella metà del 2024, mentre lo stabilimento di Anagni ha continuato la sua operatività senza interruzioni. Il piano prevede anche un’espansione commerciale internazionale, con l’obiettivo di acquisire reti di vendita negli Stati Uniti e in Germania, oltre alla costruzione di un biodigestore ad Anagni in collaborazione con Saf spa, un ente pubblico rappresentante i comuni della provincia di Frosinone, e la finalizzazione di un progetto simile a Gualdo Tadino, con un investimento previsto di circa 70 milioni di euro.
L’assessore regionale Michele Fioroni ha commentato il piano come un passo significativo che evidenzia la necessità di un approccio nazionale alla questione. Ha ribadito l’impegno della Regione Umbria nel sostenere il dialogo in corso, mirando a preservare i livelli occupazionali e la solidità industriale di un’area a lungo afflitta da una crisi produttiva.