Cinghiate in corso Vannucci dopo il lockdown: arriva il Daspo urbano

Respinto dal Tar il ricorso che era stato presentato dopo i fatti avvenuti nel 2021. La rissa aveva coinvolto 15 ragazzi

La Questura di Perugia ha emesso un Daspo urbano nei confronti di un giovane, conseguenza di una notte di eccessi e violenza nel centro storico della città, avvenuta l’11 giugno 2021. Il provvedimento impone un divieto di accesso di un anno a specifiche aree pubbliche e locali di intrattenimento, in seguito a una rissa e resistenza agli agenti di polizia.

Il Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria ha confermato la decisione, respingendo il ricorso del giovane. Il divieto riguarda luoghi centrali come Piazza Italia, Piazza IV Novembre, Piazza della Repubblica, Corso Vannucci, Piazza Danti e diverse strade adiacenti.

Il questore ha motivato il Daspo urbano sulla base del fermo del giovane per i reati di rissa e lesioni aggravate lungo Corso Vannucci, considerando la sua condotta una potenziale minaccia per l’ordine e la sicurezza pubblica. Nonostante la difesa del giovane avesse sottolineato la sua assenza di precedenti penali e le sue necessità familiari e scolastiche, il provvedimento è stato mantenuto.

Dopo ulteriori accertamenti, la Polizia ha modificato il Daspo, limitandolo ai soli pubblici esercizi e locali di intrattenimento, per non pregiudicare la frequenza scolastica del giovane. Questa decisione è stata presa dopo aver scoperto che il ragazzo non era stato ammesso all’esame di Stato per mancata frequenza e che era iscritto allo stesso anno scolastico.

I giudici amministrativi hanno ritenuto il provvedimento del questore appropriato, considerando la gravità dell’episodio avvenuto nel centro di Perugia, poco dopo il ritorno della regione Umbria in zona bianca. La rissa, coinvolgendo una quindicina di ragazzi, è stata vista come sufficientemente pericolosa da giustificare il Daspo urbano, pur consentendo al giovane la libertà di circolazione nel resto del territorio comunale.

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