La Corte d’Appello di Perugia ha confermato la sentenza di condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione per un uomo e sua moglie, colpevoli di aver maltrattato e estorto la madre dell’uomo, una donna anziana, sordomuta e invalida. La vittima, tragicamente deceduta nel corso del processo, è stata soggetta a umiliazioni e trattamenti disumani da parte dei due imputati.
I giudici di appello hanno ritenuto provate le accuse di estorsione e maltrattamenti in famiglia. Secondo l’accusa, gli imputati hanno sistematicamente maltrattato la vittima, sfruttando la sua condizione di fragilità fisica e psicologica. Hanno adottato condotte umilianti e di disprezzo, allo scopo di prostrare la donna e costringerla a rinunciare al controllo delle proprie finanze, minacciando di abbandonarla a se stessa.
In particolare, è stato accertato che i due condannati hanno approfittato della non autosufficienza dell’anziana madre per effettuare prelievi ingenti dal suo conto corrente cointestato. Inoltre, hanno lesinato il denaro necessario per le sue necessità quotidiane, lasciandola in una condizione di totale prostrazione. La minaccia di abbandono era stata brandita come strumento di coercizione dopo che la donna si era resa conto delle spese ingenti e non autorizzate effettuate dal figlio